Strumento di misura di buona precisione, in acciaio inossidabile, dotato
di una parte fissa e di una scorrevole che si utilizza per determinare,
rapidamente, il diametro (esterno e interno) di tubi e tondini, la
dimensioni e le profondità di cavità e per rilevare spessori in genere.
Vi sono vari tipi di calibro, da quelli con
lettura “a nonio” (che apprezza 1/20 di mm) a quelli con quadrante e
lettura a lancetta o di tipo digitale (entrambi ancora più precisi).
Possono essere considerati calibri anche le sottili lamelle di spessore
ben definito che si usano ad esempio per registrare il gioco delle
valvole nei motori: lamelle di diverse misure, imperniate ad una
impugnatura, formano uno strumento chiamato comunemente spessimetro. In
campo industriale si usano a volte calibri tanto semplici quanto
particolari per misurare, col sistema del “passa o non passa”, il
diametro di perni o di fori: nel primo caso si tratta di lastrine
rettificate e forate, nel secondo di cilindretti di acciaio.

Utensile manuale dotato di gambo metallico ed impugnatura, che serve per
avvitare e svitare le viti. La punta del cacciavite può essere diritta
(la versione tradizionale) o presentare una forma corrispondente alle
diverse impronte che si usano al giorno d’oggi: a croce Phillips (in
sigla PH), a croce Pozidrive (PZ o PZD), Torx, brugola, ecc.
Esistono vari modelli di cacciavite:
• normale: da 100 a 350 mm di lunghezza, con diametro del gambo progressivamente crescente;
• nano: per lavorare in spazi ristretti;
• con gambo esagonale: per essere utilizzati in combinazione con una
chiave fissa, poligonale od a rullino ed esercitare una notevole forza;
• a cricchetto: per poter avvitare e svitare senza staccare la mano dal
cacciavite: il manico può ruotare all’indietro per un ulteriore
avanzamento;
• flessibile: con gambo pieghevole per posti difficili;
• automatico: dotato di un gambo con incisione a doppia spirale. Il
gambo ruota quando l’impugnatura viene spinta verso la punta;
• multiplo: dotato di impugnatura cava in cui sono alloggiate punte diverse, che sono intercambiabili.

Circuitazione idraulica costituita da un tubo, intercettato agli
estremi da due rubinetti,che “aggira” un elemento dell’impianto in
modo da poter deviare il flusso del liquidoin caso di interruzione,
asportazione o guasto dell’elemento stesso.Si deve realizzare un
bypass in presenza di un addolcitore o di un purificatore d’acquain
modo da poterli riparare o intervenire su di essi senza interrompere
l’alimentazione idrica.

Utensile in acciaio a forma di barretta appuntita che serve per praticare sul metallo incisioni profonde e nette.
In tal modo è possibile fornire un precisa guida per
la punta da trapano,affinché essa non scivoli, quando si deve
praticare un foro.La punta del bulino viene poggiata nel punto
opportuno, quindi si battecon il martello sulla testa dell’utensile,
con un colpo secco.Sono in vendita confezioni di bulini di diversa
dimensione.

Detta anche “Arricciato” o “Bucciato”, è una finitura per pareti, in
interni o esterni,effettuata con un impasto plastico, applicato con un
particolare rullo spugnosoche presenta numerose cellette. Il rullo,
durante la posa, crea un effetto puntinatocon fittissimi coni rilevati
(che ricordano la buccia d’arancia).A seconda della grossezza delle
celle del rullo si ottiene un bucciato più o meno rilevato.
Questo tipo di finitura è molto adatto ad ambienti rustici e di
campagna edè molto facile da applicare su precedenti idropitture e
anche su tappezzerie, se ben ancorate.

Trattamento superficiale che si esegue sul ferro e sull’acciaio non
inossidabileper renderlo di colore scuro ed uniforme, con riflessi
metallici.
Una brunitura casalinga può essere realizzata pulendo bene il ferro,riscaldandolo al calor rosso ed immergendolo in una miscela di acqua
ed olio minerale.La brunitura può essere ravvivata periodicamente
spalmando sul metallo particolari paste lucidanti che si trovano in
armeria.