Parte di una macchina “combinata” per la lavorazione del legno.È un
sistema meccanico costituito da un piano mobile che può scorrere, per
mezzo di due leve, in senso longitudinale ed in senso trasversale
davanti ad un mandrino. Sul piano viene collocato il pezzo di legno su
cui si deve realizzare la mortasa, mentre nel mandrino si inserisce la
punta adatta. Azionando opportunamente le leve, si porta il legno a
contatto con la punta in rotazione e si fa scorrere il carrello,
scavando la mortasa.

Elemento della cerniera di rotazione di una porta o di una finestra,
applicato all’infisso.Il cardine presenta un perno verticale sui cui
viene inserita la parte femminache è fissata al battente o all’anta. Vi
sono vari tipi di cerniere a cardine, da quelle con alette forate da
fissare allegno con viti a quelle con vitone centrale che si fissa con
un foro (tipo anuba).
Per togliere una porta dai cardini bisogna aprirla completamente e
sollevarla,magari aiutandosi con una corda o una cinghia fatta passare
da sotto.Se i cardini cigolano li si lubrifica con un poco di grasso.

Composto di silicio (carburo di silicio) che, data la sua estrema
durezza, viene utilizzato quale abrasivo.Prodotto in schegge minute
viene impastato per realizzare pietre, mole ed altri utensili per
levigare anche il vetro.
Applicato, in polvere, per mezzo di colle
epossidiche, su lame per sega, punte da trapano ed altri utensili da
taglio, consente di tagliare materiali durissimi, vetro compreso. Infine
serve anche per la realizzazione di tele e carte smeriglio di notevole
potere abrasivo.

Contatti striscianti, pressati da molle, che servono per alimentare
il rotore in molti motori elettrici che azionano diversi apparecchi. I
carboncini sono sottoposti ad usura per cui è necessario sostituirli
periodicamente.Gli apparecchi che hanno questi contatti presentano
anche delle aperture d’accesso chiuse da coperchi a vite o a pressione,
attraverso le quali si può procedere alla sostituzione.Bisogna
utilizzare carboncini uguali a quelli da eliminare.

Connettore a morsetto per cavi elettrici costituito da una parte
metallica cilindrica con una cavità interna in cui si inseriscono i
conduttori da collegare mentre una vite, che penetra lateralmente, li
preme bloccandoli. Su questo morsetto viene applicato un cappuccio di
plastica che impedisce il contatto diretto con i conduttori. Si usano
frequentemente per realizzare collegamenti all’interno di cassette di
derivazione e scatole di distribuzione.

È l’attrezzo da montare sui tubi di ossigeno ed acetilene per formare la
fiamma che serve per scaldare, saldare, fondere.Il cannello è
costituito da un tubo lungo e ricurvo che termina con un puntale
intercambiabile. Dietro all’impugnatura vi sono i due attacchi per i
tubi e i due rubinetti di chiusura e regolazione.
All’interno del cannello i gas si mescolano e
formano la miscela adatta per alimentare, quando vengono accesi, una
fiamma estremamente calorifica. Per la saldatura di pezzi di varia
dimensione si usano cannelli con potenza di erogazione diversa, dai
“micro” con punta ad ago a quelli più grossi per carpenteria metallica.
Il cannello, in una versione speciale, serve anche per tagliare il
metallo.

Termine gergale che si riferisce ai tubi in materia plastica o agli
appositi profilatiche servono per inguainare cavi elettrici per
realizzare impianti “a vista” non incassati nelle pareti.In commercio
si trovano diversi tipi di canaline dai semplici elementi tubolari,
dotati di curve e giunti diversi, a quelli di sezione rettangolare con
coperchio asportabile e sezionamento interno per la collocazione di vari
conduttori. Ogni sistema di canaline prevede una linea di cassette di
derivazione ed altri comandi elettrici da montare esternamente al muro.
Le canaline tonde vengono fissate al muro per mezzo di particolari
graffette fissate alla parete mentre quelle con coperchio vengono
direttamente bloccate con viti e tasselli.