Apparecchio in dotazione ai negozi di colori, che permette di
addizionare ad una tinta base diversi pigmenti, in modo da ottenere una
tinta ben precisa. Il sistema, che in alcuni casi è computerizzato,
permette di ottenere tinte non presenti sul mercato ma esattamente
riproducenti una certo colore originale che si vuole mantenere. Questo
permette di effettuare ritocchi conservativi su un supporto colorato, la
cui tonalità di colore non è più disponibile in commercio. Inoltre, si
possono preparare diversi quantitativi, anche in tempi successivi, di un
medesimo colore con assoluta sicurezza che esso sarà esattamente
costante.Il tintometro può preparare sia emulsioni per tinteggiatura
sia prodotti a smalto.

Operazione di pitturazione delle pareti tramite idropittura, applicata
con plafoncino o con rullo. La tinteggiatura viene eseguita dopo un
accurato esame dello stato delle pareti ed eventuale carteggiatura delle
parti rugose, con stuccatura di crepe o altre parti irregolari. Prima
di procedere col lavoro, è necessario raggruppare tutti i mobili al
centro della stanza e coprirli con teli in modo da non sporcarli. Quindi
si procede alla pitturazione iniziando dal soffitto e continuando sulle
pareti. È necessario preparare preventivamente tutta la pittura
necessaria, per non avere gradazioni e tonalità diverse, soprattutto se
si intendono utilizzare pigmenti che danno alla base della pittura una
tinta particolare. Dopo una prima mano è necessario applicarne un’altra
che può essere a mani incrociate oppure sovrapposte a seconda del tipo
di pittura.
• È consigliabile lavorare in giornate arieggiate e soleggiate in quanto
l’asciugatura risulta più rapida e uniforme. Il lavoro di tinteggiatura
viene rifinito con pennelli piccoli lungo i bordi dei telai di finestre
e porte, lungo il soffitto o lungo gli zoccoli e così via.

Strumento che permette di effettuare diverse misure elettriche. Dotato
generalmente di un quadro con lancetta (ma esistono anche le versioni
“digitali”) esso consente di rilevare la tensione in due punti di un
circuito (ad esempio nelle prese di corrente), la resistenza di un
qualsiasi conduttore, la corrente che scorre in un circuito ed
effettuare altre misurazioni di carattere più complesso. Un piccolo
tester con portate (possibilità di misurazione) fino a 500 volt e 5
ampère in tensione alternata, e 50 volt e 2 ampère in tensione continua,
oltre alla misurazione di resistenza, può essere sufficiente ed utile
in un’abitazione in quanto consente, ad esempio, di verificare se in una
presa è presente la tensione, se questa tensione è a 220 volt o è più
bassa, verificare se una lampadina è bruciata o se un circuito è
interrotto, ecc.
• Apprendere il funzionamento di un tester è abbastanza facile e, molto
spesso, le istruzioni a corredo sono sufficienti a chiarire ogni dubbio.

L’impianto di terra, che è obbligatorio in tutte le abitazioni, è
costituito da un circuito realizzato con trecciola di rame che collega i
morsetti centrali delle prese elettriche. In questo morsetto viene
inserito lo spinotto centrale delle spine di alimentazione di
apparecchiature elettriche diverse.
Questo spinotto è in collegamento con la carcassa
metallica dei vari utilizzatori. In caso di guasto o di fuga di corrente
attraverso la carcassa metallica la corrente viene condotta attraverso
il conduttore di terra fino alla spina, quindi dallo spinotto al cavo di
terra e il cavo di terra (la trecciola) conduce la corrente verso un
dispersore metallico (detto “dispersore” o “puntazza”) conficcato nel
suolo. In tal modo si ha la garanzia che eventuali dispersioni di
corrente non possano danneggiare le persone ma vengano direttamente
scaricate a terra.
L’impianto di terra viene realizzato con un grosso
conduttore a trecciola in rame sul quale non devono essere inseriti
elementi di interruzione.
Tutti i conduttori di terra provenienti dalle
varie prese confluiscono con un unico conduttore che è quindi collegato
alla puntazza. Molte abitazioni di vecchia costruzione non hanno
l’impianto di terra: è estremamente importante realizzarlo ed è
necessario farlo con l’intervento di un tecnico qualificato, in quanto
bisogna rispettare precise norme sugli impianti elettrici delle
abitazioni.
• Dispersore: elemento metallico, collegato con l’impianto di terra
dell’abitazione, conficcato profondamente nel terreno. Il suo compito è
quello di disperdere a terra eventuali fughe di corrente che si
verifichino in tutti gli elementi protetti dall’impianto di terra.
Fisicamente il dispersore è costituito da un robusta punta metallica
(detta “puntazza”) che viene conficcata a mazzate nel terreno mentre la
testa sporge leggermente e viene protetta da un piccolo tombino.
Sulla testa è presente un occhiolo cui si collega, tramite un morsetto,
la trecciola di rame del circuito di terra, che proviene
dall’abitazione.

Elemento di controllo della temperatura montato su caldaie, scaldabagno,
boiler, in grado di disattivare il sistema di riscaldamento dell’acqua
quando viene raggiunta una certa temperatura, e di riattivarlo quando la
temperatura dell’acqua scende al di sotto del valore minimo previsto.
Il termostato è anche utile per azionare pompe di
circolazione dell’acqua al raggiungimento di una determinata
temperatura, oppure per azionare l’impianto di riscaldamento (di
qualsiasi genere si tratti) rilevando la temperatura interna di un
ambiente.
• Nell’impianto generale di riscaldamento vi
possono essere pertanto più termostati (uno sulla caldaia, uno per le
pompe di circolazione, uno interno all’appartamento ed altri in
possibili valvole sezionatrici dell’impianto) e bisogna fare attenzione
che essi non interferiscano tra di loro.
In altri termini, può accadere che un termostato
azioni o disattivi il funzionamento di una parte dell’impianto dando
ordini contrari o comunque non in sincronia con altri termostati.

Particolare tipo di pistola dotata di resistenze interne in grado di
erogare un potente getto di aria estremamente calda (fino a 600°) per
eseguire lavori diversi. L’aria calda, ad esempio, consente di provocare
la fusione e l’arricciatura di pitture in modo da poterle asportare
facilmente col raschietto. Con la termopistola, pertanto, è possibile
eseguire rapide sverniciature su materiali diversi quali il legno, il
metallo, ecc.
La termopistola fonde anche molti tipi di colla e
quindi facilita l’asportazione di moquette e di diversi tipi di carte da
parati.
Con la termopistola è anche possibile scaldare
parti in materiale plastico, PVC, ecc. in modo da poterle sagomare,
curvare, per imprimere una forma che poi viene mantenuta costante a
raffreddamento avvenuto.
• La termopistola è un attrezzo pratico e utile, ma deve essere usato in
modo attento: non deve mai venire rivolto verso il corpo dell’operatore
in quanto può provocare ustioni.

Termine generico che indica un sistema meccanico atto a mantenere una
cinghia di trasmissione sempre con la giusta tensione, in modo che essa
trasmetta facilmente il moto senza scivolare e senza fuoriuscire dalle
pulegge.
Il tendicinghia può essere rappresentato da una
rotella, spinta da una molla, che appoggia sul dorso della cinghia in
modo da mantenerla in tensione oppure può essere costituito da un’asola a
scorrimento in cui uno degli elementi su cui è collegata la puleggia
può muoversi liberamente, richiamato da una molla.

Elemento meccanico che serve per tendere fortemente un cavo o un filo
metallico. L’uso più frequente si ha durante la posa di recinzioni, in
quanto permette di tendere i fili di sostegno della rete. E´ costituito
da una sagoma metallica all’interno della quale un perno passante
avvolge il filo: azionando la vite con la chiave inglese si realizza una
forte tensione del filo stesso. Il tendicavo classico è costituito da
un corpo metallico alle due estremità del quale possono avvitarsi due
occhioli con gambo filettato.
Gli occhioli vengono collegati alle due estremità
del cavo in modo che, azionando il corpo centrale, gli occhioli stessi,
avvitandosi, avanzino uno verso l’altro tendendo fortemente il cavo.
Il tenndicavo è necessario per mettere in tensione
i cavi che devono stabilizzare antenne, oppure sorreggere carrucole e
mantenere in posizione delle coperture e per altri impieghi simili.

Elemento elettromeccanico che è in grado di azionare o disattivare
apparecchiature elettriche secondo orari prestabiliti. In commercio
esistono diversi tipi di temporizzatori che sono costituiti da un
orologio il quale attiva o disattiva contatti a seconda
dell’impostazione ricevuta.
I temporizzatori sono molto comodi per azionare
caldaie ed altri mezzi di riscaldamento (in particolare durante le ore
di assenza delle persone), ma sono utilissimi in elettronica e in
fotografia e per diverse altre apparecchiature. Possono essere montati
anche direttamente all’interno di diversi elettrodomestici quali la
lavatrice, il forno a microonde, le stufe e le cucine.