Macchina autonoma o da collegare ad un asse motore ha una piastra fissa di base con un bordo sagomato a denti triangolari su cui scorre lateralmente, con moto alternato, la lama vera e propria munita di denti identici a quelli della base. Spingendo la macchina nell’erba alta questa entra fra i denti della piastra fissa e viene tagliata dalla lama. Il lavoro è molto veloce ma poco accurato. L’uso richiede molta attenzione perché la macchina è potenzialmente pericolosa. Lo stesso sistema è usato da molti attrezzi da giardinaggio come i tagliasiepe e i tagliabordi.

Diffusissimo attrezzo agricolo, ha una lama a mezzaluna più o meno grande e larga, fissata ad un manico di legno. Attrezzo antichissimo la sua forma cambia da paese a paese, con curvature più o meno complete, manici più o meno lunghi. Si usa su erba alta da afferrare a mannelli e da tagliare vicino al terreno. Usarlo bene non è facile mentre è facile ferirsi.

Sotto questa definizione troviamo i cric delle auto, che possono essere ad asta o a pantografo o idraulici, i martinetti su ruote, diffusissimi in tutte le officine automobilistiche e vi rientrano anche i “muletti” con cui vengono trasportati e caricati i bancali. Altro tipo di elevatore, usato in falegnameria , è la rulliera che permette di lavorare pezzi lunghi reggendoli sia a monte sia a valle della macchina operatrice (sega, trapano, fresatrice) per tutta la loro lunghezza garantendo la precisione dell’operazione in corso con minor fatica e maggior sicurezza dell’operatore.

Inutile elencarne gli usi infiniti. Le troviamo in blister o matasse preconfezionate o avvolte su tamburi per il taglio a misura. Anche se le fibre vegetali (canapa, juta, cotone, ecc.) sono tuttora largamente usate è sempre più diffuso l’uso di fibre sintetiche come il polipropilene, che meglio resistono all’esposizione all’esterno. Nell’acquisto è essenziale controllarne il “carico di rottura” che non dipende dal diametro della fune ma dal tipo di fibra e dalla sua lavorazione. Altro punto da controllare è la flessibilità della corda (un conto è usarla per sradicare un albero ed un altro è di usarla su un paranco).

Particolare di molte macchine utensili che permette l’attacco all’albero motore di mandrini o altri dispositivi analoghi per semplice inserimento ed attrito. Il sistema evita che per un blocco del ferro usato nella lavorazione (punta, fresa ecc.) si blocchi anche l’asse motore con conseguente bruciatura degli avvolgimenti (tre misure standard di cono). Per staccare i mandrini dal cono si usa un estrattore a forchetta.

 Nato per tracciare cerchi, il compasso ha col tempo assunto altre funzioni. In meccanica e falegnameria si usano prevalentemente compassi con blocco dell’apertura che vengono usati in tornitura come calibri “passa non passa” con attrezzi opportunamente sagomati (aste a doppia parentesi () per gli esterni; aste con le punte piegate in fuori per gli interni). Altra varietà di compasso è quella “ad asta”, usata per aprire cerchi in pannelli sottili (compensato, masonite e simili). Su una sbarra rigida scorrono due elementi, uno a T con la punta per centrare, ed uno dotato di lama e impugnatura che taglia il materiale secondo il raggio desiderato, ottenuto appunto facendo scorrere sull’asta l’uno e/o l’altro e bloccandoli con viti di spinta.