Macchina per la lavorazione del legno dotata di uno o più motori
elettrici, che può eseguire fino a sei-sette lavorazioni diverse: sega;
sega con carrello; toupie (fresatrice); mortasatrice; pialla a filo;
pialla a spessore.
Da alcuni anni sono disponibili sul mercato
macchine combinate progettate e costruite espressamente per l’hobbysta
di prezzo accessibile e di dimensioni estremamente contenute.Chi è
appassionato della lavorazione del legno trova nella combinata un
insostituibile mezzo per effettuare costruzioni diverse.La combinata
presenta il grande vantaggio di far risparmiare molto spazio a chi
intende lavorare il legno in quanto, riunendo diverse macchine in una
sola realizza una ottimizzazione dei sistemi di lavorazione.

Utilissimo supporto per trapano costituito da una base metallica pesante
e robusta da cui si eleva un asse cilindrico, in verticale.
All’estremità superiore dell’asse è montato un meccanismo a leva nel
quale può essere inserito e bloccato il trapano. Azionando la leva il
trapano si abbassa e si innalza: in questo modo è possibile eseguire
forature precise e ripetute con la garanzia che il trapano, durante il
lavoro, si mantiene perpendicolare al pezzo da forare. Molte colonne
permettono di ruotare il trapano in orizzontale in modo da poter montare
al posto della punta un altro accessorio.

Con questo termine vengono indicate moltissime sostanze adesive che sono
in grado di realizzare unioni più o meno stabili e durature fra diversi
materiali. Le colle (o “adesivi”) di uso più frequente sono:
• colla vinilica: detta anche “colla bianca” o colla al PVA è l’adesivo
più utilizzato negli assemblaggi in legno. Atossica, poco costosa e
facile da utilizzare. L’applicazione si effettua spalmandola su una o
entrambe le parti da congiungere per mezzo di un pennello o applicandola
con il beccuccio dell’apposito dispenser. I pezzi devono essere
bloccati strettamente con i morsetti. La presa definitiva della colla
vinilica avviene entro 24 ore.
• colla a contatto: permette un incollaggio abbastanza rapido su
materiali diversi, anche flessibili. La colla va applicata su entrambe
le parti da unire e lasciata asciugare fin quando non è più appiccicosa,
quindi le due parti, accostate e premute con forza, aderiscono .
• colla cianoacrilica: adesivo particolare, caratterizzato da una
estrema rapidità di presa (pochissimi secondi) per cui è ideale per
riparare o assemblare velocemente strutture diverse. Costoso e
abbastanza tossico, deve essere maneggiato con molta attenzione in
quanto basta una piccola goccia per incollare fortemente le dita.
• resina epossidica: colla particolarmente potente utilizzata per
effettuare giunzioni e riparazioni molto robuste, anche su metallo,
insensibili a solventi, acqua ecc. Generalmente è una composizione
bicomponente.
• colla a caldo: sostanze solide che devono essere introdotte in
appositi applicatori dotati di resistenza, in cui vengono sciolte e
applicate; raffreddando solidificano. Molto usate sono le colle da
applicare con la pistola per termocolla per lavori diversi.
• mastice al silicone: anche se appartiene alla categoria dei
sigillanti, ha un ottimo potere adesivo sui più svariati materiali
(metallo compreso): è di-sponibile trasparente o colorato, nelle
versioni a reazione acetica e neutra: quest’ultima è indicata per
incollare specchi e per lattoneria. Si applica con la pistola
estrudente.
• colla per PVC: adesivo specifico per tubi ed altri manufatti di questo
materiale, costituito da PVC sciolto in solvente. La colla intacca la
superficie e, quando il solvente evapora, si ottiene una vera e propria
saldatura a freddo.

I chiodi si definiscono in base alla loro lunghezza in millimetri ed al
materiale in cui sono realizzati. I normali chiodi da carpentiere sono
in ferro acciaioso, ma esistono anche in acciaio duro per muratura, in
ottone e bronzo per assemblaggi di perlinature e all’aperto;
inossidabili e zincati per montaggi esposti all’acqua o alle intemperie.
Tutti vengono venduti a peso.

Utensile manuale in acciaio extraduro (al cromo-vanadio) utilizzato
per azionare bulloni e dadi. Vi sono numerosi tipi di chiavi che
presentano particolari proprietà. Ecco le principali.
• a forchetta o fissa: è la classica chiave di uso comune. Esercita la
forza su due sole facce del bullone. Una dotazione accettabile è la
serie da 6 a 22 mm di apertura.
• poligonale: invece della forchetta aperta presenta un anello con profilatura poligonale interna.
Permette di esercitare una maggiore forza su tutto il perimetro del bullone. Può essere diritta o curva.
• combinata: ha un’estremità sagomata a forchetta e l’altra a forma di
anello con profilatura poligonale; rispetto alle versioni precedenti,
nelle quali ogni chiave è indicata per esagoni di 2 misure (6-7; 8-9;
10-11 e così via), ogni combinata ha una misura singola e, quindi, ne
servono di più per formare una serie completa.
• a tubo: è, in pratica, un tubo alle cui estremità è sagomato un
poligono a 6 o a 12 lati da inserire sul dado. La rotazione si esegue
con un’asta inserita trasversalmente al corpo.
• a bussola snodata: per lavorare su bulloni difficili da raggiungere.La testa, snodata, ha un incavo poligonale o esagonale. Specifica per
motoristica.
• a bussola intercambiabile: costituita da un solo manico e diverse
bussole che possono essere sostituite nell’attacco. È azionabile anche
con una leva a cricchetto. Disponibile sia esagonale sia poligonale.
• chiave a rullino: è costituita da due ganasce delle quali una è fissa e
l’altra è mobile per poter variare la sua larghezza di presa.
Disponibile in diverse misure, è anche chiamata chiave inglese o, in
altre zone, chiave tedesca
• a croce: in pratica sono due chiavi a bussola fissa saldate in croce.
Serve per allentare e stringere i bulloni delle ruote dell’auto.
• dinamometrica: è una chiave a bussola con una scala graduata che
permette di determinare e regolare con precisione la forza di serraggio
(coppia di torsione) durante gli assemblaggi. Di uso motoristico.

Attrezzo manuale dotato di due forti lame e due robuste impugnature.Serve per tagliare lamiere sottili, fili metallici, materiali plastici
e, nelle versioni per giardinaggio, rami, fiori ed arbusti.
Vi sono cesoie semplici e a doppia leva per
esercitare maggiore forza.Esiste anche una versione “da banco” che
viene utilizzata per tagliare piattine e tondini, azionando una lunga
leva.

Apparecchio elettronico che serve per individuare metalli sotto terra o
inseriti nel muro e non visibili. Facendo passare il cercametalli sulla
zona interessata si ottiene la segnalazione, con l’accensione di una
spia, della presenza di un corpo metallico e della sua posizione.
• In casa è utile disporre di un piccolo cercametalli da utilizzare
quando si intende piantare un chiodo o un tassello nella parete o quando
si deve praticare un’apertura.Vi è il pericolo, infatti, di forare un
tubo o tagliare un conduttore elettrico’.

Strumento a forma di cacciavite che serve per individuare un conduttore
sotto tensione alternata (cioè individuare la “fase”).Il cacciavite
presenta una punta metallica ed un contatto posto all’estremità
posteriore dell’impugnatura. Per individuare la fase si tocca il
conduttore da esaminare tenendo il pollice sul contatto posteriore: se
la fase è presente si accende una piccola lampadina all’interno del
manico. La ricerca è molto utile quando si realizzano nuovi circuiti o
derivazioni da circuiti esistenti in quanto le norme prescrivono che i
conduttori di fase debbano essere differenziati da quelli di terra e
neutro. Inoltre la ricerca della presenza della fase è un valido aiuto
per individuare guasti o malfunzionamenti.
• Il cercafase deve essere utilizzato con delicatezza e non deve essere
colpito violentemente altrimenti la resistenza e la spia possono
danneggiarsi.

Esiste quella vergine d’api e quella vegetale estratta chimicamente da
alcune piante.L’impiego principale della cera consiste nel proteggere i
mobili dalla polvere e dall’umidità, conferendo ad essi un aspetto
lucido che valorizza la vena del legno.
In commercio si trova una vasta gamma di cere già
pronte per l’uso, con livelli di qualità (e di prezzo) abbastanza
differenziati: si va dai prodotti indicati per la manutenzione dei
mobili a quelli specifici per trattare il legno ancora da rifinire,
ognuno con ben precise modalità di applicazione.
Possibile anche la preparazione del tradizionale
encausto, che si ottiene facendo sciogliere a bagnomaria la cera ed
aggiungendo durante la “cottura” l’eventuale mordente.Tolto dal fuoco
il contenitore, si diluisce il tutto con essenza di trementina fino a
raddoppiare il volume iniziale. Il prodotto così ottenuto si
distribuisce sul legno e, una volta asciutto, si passa con una spazzola
di saggina prima e con un panno morbido poi.

Materiale legante a base di calcare ed argilla. Cotto e ridotto in
polvere viene miscelato con acqua (puro o insieme a inerti) per formare
impasti che, asciugandosi, induriscono fino ad assumere una consistenza
pietrosa. Il cemento si acquista presso i rivenditori di materiale
edilizio in sacchi da 25 o 50 kg oppure sciolto, a peso. Per gli usi
normali si utilizza il cosiddetto “325“ (il numero indica la resistenza
in kg/cmq dopo 28 giorni) ma esistono cementi ad alta resistenza
(“425“,“525“). Il cemento va conservato all’asciutto altrimenti
indurisce e deve preferibilmente essere usato entro alcune settimane in
quanto l’umidità dell’aria lo deteriora.
Esistono anche il cemento bianco utilizzato per
ritocchi e piccoli interventi e il cemento a presa rapida che, mescolato
con acqua senza inerti, indurisce in pochi minuti. Si usa per murare
elementi che non possono essere sostenuti a lungo in posizione e per
lavori che richiedono un breve tempo di esecuzione. Si deve impastare
una piccola quantità di cemento altrimenti non si riesce ad utilizzarla
tutta prima che il cemento indurisca. Un sistema pratico consiste
nell’utilizzare un pallone di gomma tagliato in due in cui si versano un
paio di bicchieri d’acqua. Poi si rovescia il cemento a “fontanella” e
si mescola con la cazzuola per rendere l’impasto morbido e lavorabile.
Quindi si applica senza perdere tempo: la parte di
cemento che nel frattempo indurisce sul fondo viene facilmente rotta a
pezzetti e gettata via schiacciando il pallone con le mani. Molto
diffuso è anche il calcestruzzo, un impasto costituito da un legante
idraulico (calce idraulica o cemento) ed un inerte (ghiaia, sabbia,
pietrisco), mescolati con acqua. Il calcestruzzo serve per realizzare
fondazioni, muri di contenimento, cordoli ed ogni altra struttura armata
con ferro. L’impasto viene fatto con il badile se si tratta di piccole
quantità o con la betoniera per quantità maggiori.
• Le proporzioni in cui i vari componenti vanno miscelati sono diverse a
seconda del lavoro da effettuare ma, in generale, per lavori vari, può
essere valida una proporzione di 50 kg di cemento, 0,15 mc di sabbia,
0,25 mc di pietrisco e 150 litri d’acqua.
Prima si procede alla miscelazione dei componenti asciutti, quindi si aggiunge a poco a poco l’acqua necessaria.
Dopo la gettata in cassaforma, il calcestruzzo deve essere mantenuto
umido per tre giorni per evitare fessurazioni. L’indurimento definitivo
si ottiene in circa un mese ma dopo due giorni si può già smantellare la
cassaforma.