Fiammella che rimane accesa in continuo in diverse apparecchiature
funzionanti a gas (scaldabagni, caldaie, stufe a gas). Serve per
permettere laccensione del bruciatore principale quando questo viene
azionato dal termostato che apre lelettrovalvola di erogazione: il gas
fuoriesce dal bruciatore e, trovando la fiammella pilota accesa, si
incendia ed inizia la produzione di calore. Se la fiammella pilota, per
qualche motivo (forti correnti daria, momentanee interruzioni
dellerogazione del gas o altro) si spegne, il fatto viene segnalato
alla centralina dellutilizzatore tramite un sensore (termocoppia) che
segnala lavvenuto spegnimento; in tal caso il termostato non dà il
consenso allelettrovalvola di erogare il gas del bruciatore per cui non
esiste il pericolo di fughe di gas causate dalla mancata accensione.
Il funzionamento di tutte queste parti va
comunque verificato e controllato periodicamente, avvalendosi di tecnici
abilitati e specializzati.
Piletta
Termine generico che indica la griglietta ed il condotto del piccolo
sifone di raccolta delle acque di lavelli, piatti doccia, bagni, oppure
di raccolta di acque esterne. La piletta è strutturata in modo da creare
un sifone che impedisce il riflusso di esalazioni maleodoranti
dallimpianto di scarico.
Pigmento colorante
Liquido (o polvere) da aggiungere a pitture diverse (soprattutto
idropitture) per variarne la tonalità o per cambiarne radicalmente il
colore.
Una idropittura bianca può essere fatta diventare leggermente rosa,
giallognola o azzurrina aggiungendo piccole quantità di pigmenti rossi,
gialli o blu mentre, miscelando più pigmenti, si può ottenere una gamma
pressoché infinita di tinte.
Se preparare una certa tinta non è troppo difficile, e problematico,
invece, riprodurla tal quale una seconda volta: per questo motivo è
preferibile, nei normali lavori di imbiancatura, affidare la
preparazione del prodotto al colorificio, quasi sempre fornito di
apposita apparecchiatura (tintometro).
Pietrisco
Sorta di ghiaia di varia granulometria ottenuta per frantumazione di
pietre in frantoio. Il pietrisco può avere dimensioni varie: tipiche
sono le dimensioni che vanno dagli 1 agli 8 cm di diametro medio.
Serve come inerte per realizzare impasti con
cemento o come sottofondo riempitivo, solido e drenante per gettate di
cemento, pavimentazioni in esterni, vialetti daccesso, ecc.
Piattina
Elemento di ferro a sezione rettangolare, di varie dimensioni e
lunghezze.La piattina è uno dei manufatti base con cui si realizzano
diverse strutture in ferro in quanto può essere piegata, tagliata,
curvata, saldata ed elaborata in modo da ricavare telai, rinforzi,
volute, riccioli, ecc.
Si acquista presso i fabbri o presso i rivenditori
di materiale ferroso. Se la piattina non deve servire per realizzazioni
a vista può anche essere acquistata presso i rivenditori di rottami
metallici che ne dispongono in grandi quantità a basso prezzo perché
recuperate da strutture demolite.
Piastrine
Elementi metallici di varia dimensione e forma (rettangolari, allungati,
quadrati, triangolari, a L, a T, ecc.) dotati di fori per il passaggio
di viti. Le piastrine si impiegano per collegare tra loro parti in legno
in modo da costituire solide giunzioni senza dover procedere ad
inchiodature o incollaggi o incastri tra le parti di legno.
Generalmente, nelle piastrine, i fori per il passaggio delle viti sono
svasati in modo che, utilizzando viti a testa fresata, esse si
incastrino perfettamente nella sede e non fuoriescano dal metallo.
Piallatura
Lavorazione sulle facce di una tavola o di un listello per renderle
perfettamente piane ed esenti da irregolarità e per portare ad un
determinato spessore diversi pezzi di legno. Si distinguono due tipi di
piallatura:
a filo: per levigare e rifinire una superficie.
Si può realizzare con una pialla manuale (e molta esperienza), col
pialletto elettrico (azionato a mano o montato su un apposito supporto) o
meglio con una vera e propria piallatrice, da banco o stazionaria.
Questa è costituita da due semipiani metallici separati al centro dal
tamburo portacoltelli. I coltelli ruotano rapidamente e, portati a
contatto con il legno, lo asportano in sottili trucioli. Piallata a filo
una faccia, di solito si monta la guida parallela e si pialla quella
adiacente, per ottenere un angolo retto: linsieme di queste due
operazioni viene definita squadratura.
a spessore: serve per dare uno spessore uniforme
agli elementi in legno. Per eseguire questa lavorazione si possono
usare macchine specifiche (pialle a spessore) o macchine studiate per
lavorare sia a filo sia a spessore, come succede ad esempio nelle
combinate per legno: in questo caso la tavola scorre su un piano
regolabile in altezza che si trova sotto al tamburo portacoltelli , a
sua volta affiancato da due rulli di trascinamento. Appoggiando su detto
piano una faccia già piallata ed azionando il meccanismo di
avanzamento, i coltelli creano una superficie rifinita e perfettamente
parallela a quella di appoggio: basta ripetere loperazione anche
sullultima faccia grezza per avere un pezzo di sezione uniforme e con
gli spigoli in squadra.
Piallaccio
Sottile foglio di legno naturale ricavato con particolari macchine che
può essere applicato su legni o pannelli di bassa qualità in modo da
ottenere una superficie che ha lapparenza di un massello pregiato.I
piallacci si acquistano presso i negozi specializzati e sono in varie
essenze pregiate (noce, mogano, tek, ecc.). Sono spessi alcuni decimi di
mm e sono anche molto delicati : per ottenere buoni risultati, quindi,
serve una certa dose di esperienza.
Pialla
Attrezzo manuale o motorizzato composto da una parte tagliente posta tra
due piani di riferimento, uno di entrata ed uno di uscita, leggermente
sfalsati fra di loro. Durante luso la lama, che sporge dal piano di
entrata, asporta un truciolo di legno e la superficie lavorata trova
appoggio sul piano di uscita, posto allo stesso livello della parte
tagliente. In questo modo, azionando lattrezzo (o lelettroutensile)
nel modo corretto, si possono rendere piane superfici irregolari o
curve.
Pialla manuale: composta da una suola (di legno o metallica) e da una
impugnatura, è dotata di un ferro tagliente che sporge sotto alla suola
stessa. Limpiego della pialla manuale non è semplice in quanto è
necessario regolare con precisione la lama tagliente, portare la lama a
contatto col legno nel modo corretto e lavorare con regolarità.
Pialla elettrificata: elettroutensile integrale dotato di due piani di
appoggio, di cui uno regolabile per determinare la profondità di
passata (in pratica lo spessore del truciolo che viene asportato). Il
motore elettrico aziona un cilindro portacoltelli (equipaggiato con
una, due o tre lame) che ruota rapidamente in modo da asportare legno:
la presenza del motore elimina la maggior parte della fatica ma, per
ottenere buoni risultati, serve comunque una notevole manualità. Più
facile da usare la pialla intesa come macchina stazionaria, perché in
questo caso i piani sono molto più lunghi e forniscono quindi una
superficie di riferimento più estesa (vedi anche la voce piallatura).
Perline
Tavole di legno sottili e lunghe, particolarmente sagomate lungo i due
bordi per potersi incastrare una nellaltra. Servono per realizzare
rivestimenti di pareti, soffitti e altro in esterni o interni. Le
perline vengono prodotte in larghezze, spessori e lunghezze molto vari. Per gli usi interni sono in genere adatte perline dello spessore di
10-12 mm e della larghezza di 10-11 cm, lunghe 3-4 m. Per usi esterni
(anche strutturali) vengono utilizzate perline dello spessore di 15-25
mm della lunghezza di 3-4-m e larghe 10-15 cm. I legni più
frequentemente utilizzati per fabbricare le perline sono abete, pino,
douglas, larice, da preferire in funzione del tipo di collocazione a cui
è destinata la perlina.
Per impieghi esterni è consigliabile utilizzare un
legno più resinoso come il larice o il pino, mentre per impieghi in
interni può andare bene un legno meno pregiato come labete. Le perline
in commercio possono essere grezze o pretrattate e, nel primo caso, è
necessario applicare su di esse (e su entrambe le facce) un buon
trattamento di protezione e di finitura.
Un rivestimento di perline, se ben realizzato,
ha una durata lunghissima: si tratta innanzitutto di preparare
unintelaiatura di supporto, fissata alla parete con viti e tasselli e
disposta in funzione del tipo di posa prescelto (verticale, orizzontale o
diagonale). I listelli di supporto possono essere ricoperti, nella zona
di contatto con la parete, con del comune nastro da imballaggio: in
questo modo si crea una economica quanto efficace barriera impermeabile
che impedisce il passaggio dellumidità.
Sui listelli vengono poi applicate le perline che
vengono fissate o con chiodini posti in diagonale, conficcati nella
parte femmina dellincastro, o con particolari graffette: con entrambi i
sistemi il mezzo di fissaggio al listello risulta invisibile. A
contatto con il pavimento e lungo il soffitto devono essere collocati
battiscopa e bordini angolari per raccordare le perline stesse al
pavimento e al soffitto, nascondendo le inevitabili irregolarità della
giunzione.
