Piallatura

Lavorazione sulle facce di una tavola o di un listello per renderle
perfettamente piane ed esenti da irregolarità e per portare ad un
determinato spessore diversi pezzi di legno. Si distinguono due tipi di
piallatura:
• a filo: per levigare e rifinire una superficie.
Si può realizzare con una pialla manuale (e molta esperienza), col
pialletto elettrico (azionato a mano o montato su un apposito supporto) o
meglio con una vera e propria piallatrice, da banco o stazionaria.
Questa è costituita da due semipiani metallici separati al centro dal
tamburo portacoltelli. I coltelli ruotano rapidamente e, portati a
contatto con il legno, lo asportano in sottili trucioli. Piallata a filo
una faccia, di solito si monta la guida parallela e si pialla quella
adiacente, per ottenere un angolo retto: l’insieme di queste due
operazioni viene definita “squadratura”.
• a spessore: serve per dare uno spessore uniforme
agli elementi in legno. Per eseguire questa lavorazione si possono
usare macchine specifiche (pialle a spessore) o macchine studiate per
lavorare sia a filo sia a spessore, come succede ad esempio nelle
combinate per legno: in questo caso la tavola scorre su un piano
regolabile in altezza che si trova sotto al tamburo portacoltelli , a
sua volta affiancato da due rulli di trascinamento. Appoggiando su detto
piano una faccia già piallata ed azionando il meccanismo di
avanzamento, i coltelli creano una superficie rifinita e perfettamente
parallela a quella di appoggio: basta ripetere l’operazione anche
sull’ultima faccia grezza per avere un pezzo di sezione uniforme e con
gli spigoli in squadra.