Attrezzo in gomma o in materiale sintetico morbido, dotato di
un’impugnatura, che serve per sgorgare lavandini ed altri sanitari: si
preme con forza la ventosa stessa sullo scarico in modo da creare una
compressione alternata dell’aria che sgorga il tubo ostruito.L’azione
della ventosa deve essere fatta con il sanitario pieno d’acqua e
tappando con uno straccio bagnato il foro di scarico del troppo-pieno.
Un altro tipo di ventosa serve per trasportare vetri senza doverli
afferrare lungo i bordi. Si tratta di un’impugnatura metallica dotata di
due ventose che vengono poggiate sul vetro e quindi premute tramite due
levette. Il vetro rimane collegato fortemente alle ventose e può essere
trasportato. Alcuni attrezzi da cucina (impastatrici, tritatutto, ecc.)
sono dotate di una ventosa che viene azionata anch’essa a leva. Questa
ventosa serve per fissare saldamente lo strumento ad un piano liscio in
modo da poter eseguire il lavoro. Per fissarla saldamente occorre pulire
bene sia la ventosa sia il piano ed inumidire leggermente il piano in
modo che l’acqua serva da sigillo: si preme con forza la ventosa e si
aziona la levetta di pressione.

Aspetto esteriore delle fibre del legno che viene evidenziata per mezzo
del taglio e delle lavorazioni di finitura quali la piallatura, la
lisciatura e la verniciatura. In un mobile o in un altro manufatto in
legno se le venature sono disposte in modo organico e sistematico si
ottengono superfici particolarmente interessanti che valorizzano il
mobile stesso. Le venature naturali possono essere evidenziate mediante
una mordenzatura eseguita ad arte, sfruttando il non omogeneo grado di
assorbenza delle fibre. È anche possibile simulare la venatura del legno
stendendo sulla superficie più passate di prodotti vernicianti con
tonalità diverse: questo sistema veniva usato un tempo addirittura per
conferire l’aspetto del legno a superfici metalliche (ad esempio sulle
carrozzerie delle automobili).

Apparecchio elettronico che serve per variare la tensione di
alimentazione di apparecchiature elettriche, elettrodomestici,
lampadine, ecc.La variazione si ottiene ruotando un apposito comando
oppure posizionando opportunamente un cursore lungo una fessura di
scorrimento.La variazione di tensione serve per rallentare il moto di
apparecchiature motorizzate oppure per diminuire la luminosità di
lampade e quindi ottimizzare il funzionamento di queste apparecchiature
all’esatto scopo richiesto. I variatori possono essere montati
direttamente su macchine utensili quali ad esempio il trapano (che può,
in tal modo, variare la velocità di rotazione).

Speciale liquido penetrante che, applicato su una superficie in legno,
carteggiata e ben pulita, ne ottura tutti i pori penetrando ed
indurendo, in modo che i successivi trattamenti di finitura siano ben
applicabili sulla superficie.
L’applicazione del turapori è anche utile,
indipendentemente dalle successive applicazioni di finitura, in quanto
protegge il legno dall’ingresso di umidità e da parassiti.

La tubatura in rame può essere nuda o rivestita con una guaina in PVC o
in poliuretano, di vario diametro.I tubi di rame vengono utilizzati in
diverse applicazioni quali la distribuzione idrica dell’acqua in un
impianto casalingo, l’impianto di riscaldamento, oppure in impianti
diversi per conduzione di gasolio ed altri liquidi.I tubi di rame si
acquistano a metraggio presso i rivenditori di materiale idraulico che
li immagazzinano in grosse matasse. Il rame, non ossidandosi in modo
particolare, ma resistendo molto bene alle insidie dell’umidità, può
essere anche interrato.È comunque meglio utilizzare il tipo rivestito
in PVC in quanto questo materiale, leggermente morbido, protegge la
parte esterna da eventuali danneggiamenti.Uno dei notevoli vantaggi
dell’impiego dei tubi di rame consiste nel fatto che le curve non devono
sempre essere formate per mezzo di giunti, ma spesso possono essere
realizzate curvando il rame stesso con un semplice curvatubi.I
collegamenti dei tubi di rame tra di loro (o con tubi di altro tipo)
sono fatti per mezzo di giunti a compressione. I tubi di rame possono
anche essere collegati tra di loro con saldature a stagno e con
particolari giunti da avvitare o da saldare, sempre in rame.

Detto anche “graffietto”, il truschino è un attrezzo di rilevazione di misure costituito da un blocchetto di legno forato al centro in modo da potervi inserire un'’asta quadrangolare, graduata, che porta un ago acuminato (o una matita) ad una estremità, mentre un morsetto, passante attraverso il blocchetto, può bloccare l’asta in diverse posizioni. Con qil graffietto è possibile rilevare uno spessore o una larghezza facendo scorrere il blocchetto lungo l’asta graduata e quindi riportare questa larghezza su una tavola, un pannello o un’asse facendo correre il truschino lungo il bordo, poggiando il blocchetto di legno sul bordo stesso. La punta traccia, in tal modo, un segno netto lungo il quale può essere effettuato il taglio.

Leggi il nostro approfondimento sul truschino e sugli altri strumenti per traccaire in modo preciso

È il materiale più economico tra quelli derivati dal legno, ed è formato
da un insieme di particelle pressate ed incollate. La materia prima è
costituita appunto da trucioli ed altro legname di scarto, ma le
particelle vengono selezionate e vagliate in modo da disporre sulle
superfici a vista quelle più fini, lasciando all’interno quelle più
grossolane. Questa tecnica di lavorazione garantisce superfici ben
rifinite ma, per contro, comporta una scarsa tenuta per le viti
applicate nello spessore del pannello (si rimedia usando viti un tantino
più lunghe). Pur costituito da essenze tenere, il truciolare tende a
rovinare le lame durante il taglio a causa del tipo di adesivo usato
nell’impasto. Tra le varianti troviamo quella idrofuga (color verde,
usata per i mobili della cucina), quella resistente al fuoco (rosa) e,
di gran lunga la più diffusa, quella rivestita con resine melamminiche:
si parla in questo caso di truciolare bilaminato, che è poi la materia
prima con cui viene costruita la maggior parte dei mobili in commercio.

Nome generico che identifica i numerosi elettroutensili che, sia pure
con modalità diverse, sono in grado di tagliare un materiale con
un’angolazione ben precisa e, al di là della destinazione d’uso, la
maggior parte delle macchine ha una struttura molto simile: un basamento
su cui articolano il motore e la parte attiva (lama o disco). Per il
ferro esistono alcune versioni: la troncatrice veloce, che utilizza un
disco abrasivo e nella quale la testa può solo spostarsi in verticale, e
la troncatrice lenta, dove la parte attiva è costituita da una lama a
disco che ruota a bassa velocità; quest’ultima variante è più adatta per
tagli molto precisi su pezzi pieni (tondi, piatti, ecc.). Sempre più
diffuse sono poi le troncatrici a nastro, dette anche segatrici: in
questo caso il gruppo motore-lama ha la forma di una piccola sega a
nastro e la lama è, appunto, un nastro. Nelle troncatrici da legno,
utili anche per metalli non ferrosi, il pezzo in lavorazione resta fisso
nella morsa e, per tagli angolati, si può ruotare la testa motrice sia a
destra sia a sinistra; in qualche caso sono anche possibili tagli
inclinati, “piegando” la testa su un lato o, sui modelli più recenti, su
entrambi. In aggiunta all’indispensabile piano di lavoro, molti modelli
presentano un pianetto superiore, da cui sporge la lama: bloccando la
testa in posizione chiusa, quindi, si dispone di una piccola sega
circolare da banco.