Chiamata anche badile è un attrezzo manuale di uso universale ovunque occorra raccogliere o spargere materiale più o meno incoerente (sabbia, ghiaia, terra, foglie secche). La pala ha sempre il manico leggermente incurvato che si inserisce in un cono che fa parte della lama e prosegue sulla sua mezzeria irrigidendo l’attrezzo. La lama può essere a punta acuta, a punta stondata e punta tagliata. Le pale migliori sono quelle forgiate. Più o meno grandi, le pale vanno scelte in base alla forza di chi le deve adoperare (una pala troppo grande stanca rapidamente chi la usa che con una pala a misura delle sue forze può lavorare più a lungo e più efficacemente).

Attrezzo agricolo destinato a frantumare il terreno predisponendolo per la semina o la concimazione. È costituito da un asse, più o meno lungo, dal quale sporgono radialmente diverse lame ricurve a J.In agricoltura l’asse può raggiungere i 4 metri e più con lame che possono penetrare nel terreno anche per più di un palmo mentre nel giardinaggio abbiamo motozappe piuttosto piccole con assi dai trenta ai sessanta centimetri e scavo limitato a pochi centimetri. Le macchine più piccole hanno spesso un motore elettrico sufficiente per i terreni sciolti e soffici come quelli di un orto ben curato.

E’ il classico ed economico pannello di fibra di legno compressa a caldo usato in diversi modi, lo si trova in spessori variabili da 3 a 5 mm, sempre con una faccia lucida e quasi impermeabile e l’altra con l’aspetto di una tela non molto fitta. La faccia “bella” può essere laccata di bianco (come fondo di armadi o stipetti a giorno) traforata in vari modi come griglia per copritermo o simili, uniformemente aperta da file di fori Ø 5 mm con interasse di 25,2 mm (si usa sia per appendere attrezzi sia come fondo di mobili che si desidera rimangano ventilati). Ne esiste anche la varietà “temperata”, più dura, più cara e più sottile, assai più resistente all’umidità.

Attrezzo specifico per edilizia ha la forma di un grosso trapano e generalmente un mandrino a scatto (SDS o SDS Plus) in cui si innestano gli attrezzi con tale tipo di attacco (scalpelli a lama ed a punta più o meno larghi e lunghi, punte e mescolatori) o un mandrino che accetti punte a codolo cilindrico. Lo si usa sia in percussione per i lavori più pesanti come demolizioni e stacco di intonaci, sia in rotazione per forature e impasto di malte e simili. Il suo uso richiede buoni muscoli, per reggerne il peso e la vibrazione.

E’ composta da due fiale graduate, munite di rubinetto e di attacco ad un tubo di plastica flessibile, lungo anche diversi metri. Riempiendo d’acqua fiale e tubo, il principio dei vasi comunicanti permette di stabilire la perfetta orizzontalità di due punti. Un operatore tiene la fiala, col rubinetto aperto, nel punto di partenza, l’altro operatore fa lo stesso nel punto di arrivo. Alzando ed abbassando le due fiale l’acqua al loro interno si muove in su e in giù e quando al punto di partenza raggiunge la marcatura prestabilita significa che il livello dell’acqua nell’altra fiala si trova esattamente alla stessa altezza.

E’ un recipiente a forma di guscio di chiocciola, munito di una maniglia posteriore e di un’apertura anteriore. Dentro il recipiente c’è una robusta spazzola a lamelle d’acciaio che viene fatta girare manualmente con una manovella, sparando fuori l’intonaco (piuttosto fluido) o le vernici al quarzo in goccioline. Non è facile da usare e stanca rapidamente la mano dell’operatore.