Utensile multifunzionale:
• per carpenteria (3): testa quadra (o tonda) e
penna divisa in due “granchi” che serve per estrarre i chiodi;
• per ferraiolo (1-2) -”: testa battente quadra (o tonda) e penna appuntita (o tonda);
• a mazzuolo (4): tipo di martello pesante con
testa grossa, uguale dalle due parti.Serve per battere su scalpelli,
punte da muro e altri utensili, con notevole forza per tagliare,
spaccare, realizzare dei fori su pietra o muro. Esistono mazzuoli di
dimensione e peso differenti: per un uso normale va bene un mazzuolo da
300-350 grammi di peso. Esiste anche la versione di mazzuolo con testa
in legno. Questo utensile è specifico per battere scalpelli da
intagliatore in modo da non rovinarne l’impugnatura in legno.
• per carrozziere: testa variamente sagomata
secondo il tipo di lavorazione, in acciaio o in materiale morbido
(plastica, teflon, nylon o piombo);
• per tappezziere: testa tonda e allungata e penna
lunga divisa in due settori; è piuttosto piccolo e leggero per piantare
piccoli chiodi.
• martellina: martello usato soprattutto in lavori
di muratura. La testa battente è di forma quadra e simile a quella di
un normale martello da carpentiere. La penna (parte appuntita che si
trova dalla parte opposta rispetto alla testa) è molto lunga e
allargata: serve per incidere pietre e mattoni per poterli spezzare e
per asportare facilmente intonaco e altri elementi di muratura.
La martellina ha un manico leggermente più lungo
per compiere un arco maggiore e battere con sufficiente forza.Il
martello deve essere sempre impugnato saldamente appena al di sopra
dell’estremità inferiore del manico e deve essere azionato sia facendo
compiere un arco all’avambraccio, sia facendo compiere un arco al polso.

Non bisogna mai colpire troppo forte: è preferibile colpire più volte con forza ridotta.

Trattamento di finitura che simula il marmo su supporti diversi quali:
intonaco, legno, tela, ecc. La tecnica consiste nell’applicare un fondo
di colore uniforme (nero, rosato, biancastro) secondo il tipo di marmo
da simulare e quindi con tamponi, pennelli, spugne e stracci variamente
imbevuti di altre pitture si procede alla sovrapposizione di striature e
macchie e varie sfumature di colore il cui insieme imita il marmo. Non
si tratta di una tecnica semplice e servono diverse prove prima di
ottenere un risultato accettabile.

Strumento a lancetta che permette di rilevare la pressione d’aria o
d’acqua (o altro fluido) presente in un circuito o in un serbatoio.Il
manometro è molto importante, ad esempio, nelle apparecchiature in cui è
necessario non superare un certo valore di pressione (bombole,
compressori, ecc.), ma anche per controllare la pressione delle gomme
dell’auto (del tutto assimilabili ad un serbatoio).Il manometro è anche
utile per tenere sotto controllo la pressione in un impianto di
riscaldamento, in modo da poter intervenire immettendo altra acqua
nell’impianto stesso e avendo una precisa informazione su eventuali
perdite. In questi casi si usano di solito manometri dotati anche di una
lancetta regolabile, che funge da linea di fede indica il valore che
non deve essere superato.

Organo meccanico montato all’estremità dell’albero rotante di un trapano
(o di un’altra macchina utensile) che è in grado di ricevere e
afferrare un utensile da taglio, da foratura o altro.Sono dotati di
mandrino diversi elettroutensili quali: il trapano, la fresatrice, il
tornio, la mortasatrice, ecc. Il mandrino può essere di forma cilindrica
o conica.Nel trapano è di forma conica e contiene tre piccole ganasce
(“griffe”) che stringono il codolo della punta o dell’utensile da
azionare. Il mandrino può essere a “cremagliera” o “autoserrante”.Nel
tornio il mandrino è di forma cilindrica e presenta griffe
particolarmente sagomate che possono essere sfilate e disposte in senso
contrario, sia per afferrare un oggetto cilindrico sia per inserirsi
all’interno di una cavità cilindrica e bloccare un pezzo per contrasto
di forze.
• Mandrino a pinza: è adatto a ricevere codoli con
un diametro ben definito, perché ha una piccolissima escursione tra la
fase di apertura e quella di chiusura: universalmente diffuso sulle
fresatrici portatili e sui miniutensili, trova impiego anche in macchine
professionali come la mortasatrice che completa le combinate per legno.

Impasto di un legante (cemento, calce) con un inerte (sabbia o ghiaia)
in grado di essere mescolato con acqua e quindi, asciugando, di indurire
notevolmente.Usata soprattutto per collegare stabilmente elementi di
muratura, la malta può essere definita “magra” o “grassa” secondo la
percentuale di legante rispetto alla quantità di sabbia.La malta di
calce deve essere preparata appena prima dell’impiego e non deve essere
adoperata il giorno dopo la miscelazione. Le malte di calce “aerea” si
usano per opere esposte all’aria, mentre per costruzioni che vengono a
contatto con acqua si usano malte di calce “idraulica”.
• Si possono anche realizzare le cosiddette “malte
bastarde” che sono composte da sabbia, cemento e calce. Queste malte
hanno una particolare resistenza agli agenti atmosferici e sono indicate
per realizzare intonaci e rivestimenti esterni.

Trattamento di finitura superficiale che consiste nell’applicare e
strofinare sostanze diverse secondo il materiale da lavorare.Sul legno
la lucidatura classica si effettua a cera, mentre sono molto diffusi
vari prodotti liquidi e spray che permettono di ottenere ottimi
risultati.La lucidatura si esegue con un panno morbido e pulito senza
premere con forza.
• Sulle parti metalliche la lucidatura può essere eseguita con Polish,
pasta abrasiva o cere speciali applicate a tampone e “tirate” con il
platorello da trapano dotato di cuffia in lana.

Applicazione di materiali lubrificanti tra parti in mutuo movimento, in
modo da ridurre al minimo gli attriti che si vengono a formare. Tra i
lubrificanti più usati vi sono gli oli e i grassi. Mentre i primi sono
di più facile applicazione i secondi presentano il vantaggio di rimanere
più a lungo nel punto in cui vengono applicati. Il grasso si acquista
in barattoli (per applicazione a pennello) e in tubetti, oppure in
pratiche confezioni spray. Quando si lubrifica un meccanismo con il
grasso bisogna sempre pulirlo preventivamente ed evitare che sia bagnato
per impedire la formazione di “morchie”.
• La lubrificazione di parti in movimento può essere effettuata anche
con altri materiali: grafite, saponi solidi (su cerniere, guide per
cassetti e ante di mobili) o addirittura con miscele di acqua e gasolio
che presentano, tra l’altro, la capacità di raffreddare rapidamente le
parti a contatto. Nei contatti di materiali vari col vetro va bene il
talco.

Detta anche semplicemente “bolla”, è uno strumento di controllo
dell’orizzontalità di un corpo. È costituita da un’asta metallica al cui
centro è inserita una piccola ampolla cilindrica in cui è inserita un
liquido.
La piccola bolla che rimane visibile indica se la
livella è in orizzontale o ha un’inclinazione. In generale le bolle
presentano anche un’altra piccola ampolla, posta a 90 gradi rispetto
alla prima, in modo da poter controllare l’esatta verticalità di una
parete o di un’altra struttura.
• Le livelle possono avere, a seconda della destinazione, diversi gradi
di precisione e, da qualche tempo, si stanno diffondendo le livelle
Laser, che proiettano un fascio di luce.

Elementi di copertura per pavimento costituiti da tavolette ad incastro.
La pavimentazione a listoni è facile da realizzare: si esegue
collocando una intelaiatura di listelli sul pavimento, fissandoli con
tasselli a espansione. Sui listelli vengono inchiodati i listoni,
generalmente lungo lo sviluppo maggiore della stanza. I listoni vengono
incastrati l’uno all’altro per mezzo del dente e della scanalatura
presenti lungo i bordi. Quando la pavimentazione è completata i listoni
vanno trattati con particolari vernici vetrificanti che ne proteggono la
superficie. Lungo il bordo si applica un battiscopa che ha la doppia
funzione di proteggere la parte inferiore del muro e di nascondere la
fessura che rimane tra listone e parete. Esistono anche listoni
prefiniti, di modesto spessore, che si incollano gli uni agli altri ma
che si possono semplicemente appoggiare al pavimento esistente, meglio
se rivestito con l’apposito foglio di polietilene che protegge
dall’umidità e pareggia le imperfezioni.