Enciclopedia S

Enciclopedia di Bricoportale. Termini che che iniziano con “S”

Attrezzo manuale che serve per intagliare e scavare il legno. La sgorbia
è un particolare utensile dotato di un’impugnatura in legno o in
materiale sintetico e di una lama che è leggermente concava e termina
con un’affilatura ad unghia. Vi sono sgorbie di sezione e forma molto
differenti a seconda del lavoro che devono compiere e possono essere
utilizzate sia nella lavorazione diretta, per creare bassorilievi,
intagliature e ribassi nel legno, sia per asportare il truciolo continuo
mediante tornitura.

Frequentemente gli scarichi dei vari sanitari si otturano. In generale
l’otturazione è causata da un intasamento del sifone posto dietro al
sanitario stesso. Nel caso più semplice basta utilizzare una ventosa di
gomma oppure è sufficiente svitare il sifone e vuotarlo. Se invece lo
scarico è intasato più avanti si deve impiegare una sonda in acciaio
flessibile che, con qualche cautela, può essere azionata con il trapano.
Esistono inoltre apposite sonde che, azionate dall’idropulitrice, sono
in grado di effettuare una pulizia radicale della tubatura: la relativa
rigidità del tubo flessibile e la presenza dell’ugello, però, ne
limitano l’impiego alle condutture principali.

Conduttura idraulica sagomata in modo particolare (ad S, a bottiglia, a
U, a barilotto, ecc) in modo che l’acqua, o il liquido scaricato nel
condotto, crei una barriera contro la risalita di effluvi o esalazioni. Il sifone è il punto in cui più facilmente avvengono le intasature, sia
negli scarichi dei lavandini o dei lavabo, sia in quelli di water o
altri sanitari. Nel caso di lavandini e lavabo è facile intervenire in
quanto il sifone è sempre accessibile e svitabile o smontabile per
eliminare l’eventuale intasatura. Nel caso di altri sanitari (vasca da
bagno, piatto doccia, ecc.) non si può accedere direttamente al sifone e
si deve agire per mezzo di aste flessibili o di ventose che permettano
di liberarlo dall’ostruzione.

Detta anche “tazza” è una sega anulare con dentatura frontale (come il
nastro della sega a nastro) inserita in un portalama realizzato
appositamente (che può ricevere seghe di diverso diametro).
Azionata dal trapano, la sega a tazza è in grado
di praticare fori passanti di grande diametro (fino a 8-12 cm) sia su
legno che su altri materiali. Esistono infatti le seghe a tazza al
carborundum per lavorazioni su metalli, pietra, ecc.

Attrezzo dotato di lama speciale, che serve per tagliare vari tipi di metallo.
È costituito da un arco in tubo o in profilato con un’impugnatura che
sostiene una lama con dentatura molto fine. La tensione dell’arco, nei
migliori seghetti, può essere regolata per mezzo di un pomolo a vite e
la lama stessa può essere ruotata di 90° per rendere possibili tagli
molto lunghi (l’archetto, in questo modo, resta di lato).
Per tagliare metalli spessi o per effettuare lavori ripetuti conviene
utilizzare una segatrice per ferro. Si tratta, in pratica, di una sega a
nastro dotata di un solido banchetto, in cui la lama scorrevole
possiede la dentatura fine per tagliare il ferro.

Detto anche “saracco” è una sega manuale che consiste di una lunga lama
di forma trapezoidale con dentatura inferiore ed un’impugnatura in legno
o in plastica. È la sega più pratica e usualmente utilizzata in
laboratorio per tagliare legni di varia dimensione e per sezionare
pannelli (forma e dimensione della lama sono studiate per seguire con
facilità linee diritte). Esistono segacci con lame lunghe da 30 cm fino a
90 cm ed esistono anche pratici kit comprendenti diverse lame di varia
foggia e lunghezza che sono intercambiabili su un’unica impugnatura.

Utensile elettrico che, grazie ad una lama fornita di denti più o meno
fitti ed accentuati, è in grado di tagliare, a seconda delle versioni, i
più svariati materiali. I tipi più diffusi sono i seguenti
• Sega a nastro: sega motorizzata con motore elettrico e dotata di due
pulegge (di dimensioni varie a seconda della grandezza della sega) sulle
quali scorre un lungo anello in acciaio che porta una dentatura
frontale.
Un tratto di questo anello d’acciaio (il “nastro” o “bandella”) è
accessibile dall’esterno per cui è possibile tagliare pezzi di legno di
varia dimensione in proporzione alla taglia della sega stessa. Nelle
macchine più efficaci, la velocità di scorrimento del nastro corrisponde
a circa 1000 metri al minuto.
• Anche in questo tipo di macchina le caratteristiche e le modalità del
taglio dipendono in buona parte dalla lama: se i denti sono grossi e
spaziati avremo tagli rapidi e grossolani (l’ideale per preparare la
legna da ardere), se i denti sono piccoli e fitti il taglio sarà più
lento ma abbastanza rifinito; allo stesso modo un nastro largo ci
agevola nel seguire linee diritte, mentre uno molto stretto permette di
seguire linee curve o sinuose.
Molto dipende, infine, dalla bontà della macchina e, in particolare, dalla funzionalità dei dispositivi guidalama.
• Sega circolare: specializzata in tagli rettilinei e, con la lama
adatta, molto ben rifiniti, può essere di tipo portatile o da banco. La
sega portatile è dotata di un motore elettrico a spazzole e di una suola
di appoggio inclinabile fino a 45° su un lato: maneggevole e sicura, ha
una capacità di taglio proporzionata alla potenza e, negli esemplari
più prestigiosi (sempre a livello hobbistico), affronta tavole spesse
fino a 66 mm.
La sega da banco offre una superficie di appoggio piana su cui si fa
scorrere il pezzo in lavorazione ed almeno una guida parallela per tagli
di precisione. Le migliori macchine con basamento, infine, sono (o
possono essere) equipaggiate con l’utilissimo carrello a squadrare, che
sostiene il pezzo e lo guida contro i taglienti sia a squadra, sia con
l’inclinazione voluta: il carrello, tra l’altro, permette di impostare
la lunghezza del pezzo ed è utilissimo per tagli in serie.
• Seghetto alternativo: elettroutensile integrale indicato per eseguire
tagli su legno ed altri materiali per mezzo di una corta e robusta lama
che effettua numerose corse in senso verticale. Nelle versioni più
complete e raffinate, poi, è possibile regolare la velocità della parte
tagliente (caratteristica assai utile per agire sul metallo) ed inserire
il movimento pendolare: in questo caso la lama si sposta in avanti
durante la fase attiva (quando rientra verso la carcassa) e riprende la
posizione verticale nella fase di ritorno. Il principale vantaggio di
questo sistema, regolabile su più posizioni di ampiezza, è quello di
ridurre al minimo la fatica dell’operatore: il seghetto, in altri
termini, sembra avanzare da solo lungo la linea prestabilita. Con queste
pregevoli caratteristiche e grazie alla possibilità di inclinare la
suola (fino a 45°) su entrambi i lati, il seghetto alternativo è
diventato un indispensabile compagno di lavoro per hobbisti ed
artigiani: viste le dimensioni della lama (tra l’altro disponibile in
moltissime esecuzioni), però, trova il suo impiego ottimale nei tagli
curvi o sagomati.
• Gattuccio: sega per legno o per ferro fatta a forma di coltello con
lama lunga e stretta. Serve per tagliare elementi in posizioni difficili
o rasente ad ostacoli. Esiste anche la sega a gattuccio elettrica:
molto rapida, taglia diversi materiali senza che l’operatore faccia la
minima fatica. Ideale per tagliare tubi ed altri elementi in prossimità
di ostacoli che limitano la possibilità di lavoro.

Equipaggiata con un motore elettrico o a scoppio, è caratterizzata da
una lunga barra sulla quale scorre appunto una catena, con le maglie
fornite di denti. Studiata per eseguire tagli grossolani ma rapidi su
pezzi di grandi dimensioni, meglio se di legno verde o non troppo
stagionato, è indicata per abbattere alberi, segare tronchi, sgrossare
il legname per renderlo più facilmente trasportabile. Se per lavorare
nel bosco è indispensabile un modello di buona potenza e ovviamente
dotato di motore a scoppio (motosega), per i lavori in prossimità
dell’abitazione come, ad esempio, preparare la legna per il camino è più
indicata una versione elettrica (elettrosega), che ha un costo assai
inferiore e presenta meno problemi di manutenzione (soprattutto per un
uso saltuario). La lunghezza della barra può essere considerata come il
raggio teorico di taglio e, quindi, con una barra da 35-40 cm (le più
diffuse nei modelli non professionali) si potrebbero fendere tronchi
fino a 70-80 cm di diametro: gioca però un ruolo determinante la potenza
erogata che, ovviamente, è di solito ben superiore nelle versioni con
motore a scoppio. Queste ultime sono anche disponibili in esemplari di
piccola cilindrata e di dimensioni ridotte, che si distinguono non tanto
per l’esuberante potenza ma per le loro doti di maneggevolezza: sono
l’ideale, infatti, nei lavori di potatura.
• In tutti i modelli e versioni la parte attiva va mantenuta ben
affilata e, durante l’uso, lubrificata con l’apposito olio, confezionato
con un additivo che lo rende adesivo e quindi capace di resistere alla
forza centrifuga. Indispensabile, infine, una frequente pulizia di tutte
le parti per rimuovere i residui di legno impastati col lubrificante:
l’operazione è agevole se si interviene appena terminato il taglio, più
complicata se si lasciano essiccare i depositi.

Termine generico con cui si individuano tutti quegli elementi di
sigillatura, protezione e giunzione tra muri, pareti, tetti ecc.La
classica scossalina è costituita da una striscia di piombo che collega
una parete verticale con una tettoia, in modo da sigillare la
congiunzione ed impedire che le acque piovane, colando lungo la parete,
entrino nella fessura tra muro e tetto. Altri tipi di scossalina sono
quelli che rivestono i fumaioli, per impedire che l’acqua piovana
penetri nel tetto oppure quelli che uniscono diverse falde del tetto
come le converse, ecc. Le scossaline possono essere costituite, come si è
detto, da fogli di piombo da sagomare di volta in volta, fogli di
lamiera zincata, fogli di cartone bitumato o di guaina asfaltata che
vengono collocati e sagomati in modo da far defluire le acque ed
impedire ogni infiltrazione.