Enciclopedia S

Enciclopedia di Bricoportale. Termini che che iniziano con “S”

Detto anche “interruttore di innesco” è un elemento circuitale
indispensabile per l’accensione di un determinato tipo di luci
fluorescenti. È costituito da un bulbo che contiene due contatti uno dei
quali a lamina “bimetallica”. Quando si applica tensione, nello starter
si produce una scarica luminosa tra i due contatti che riscalda la
lamina bimetallica e la fa incurvare in modo da chiudere il circuito. La
corrente fluisce attraverso gli elettrodi della lampada e li scalda.
Quando i contatti dello starter sono chiusi il bimetallo si raffredda e
ritorna nella posizione iniziale riaprendo il circuito.
• Lo starter si deteriora abbastanza facilmente e, se succede, deve
pertanto essere sostituito: lo starter è inserito a baionetta per mezzo
di due piedini che sono incastrati in asole curve.
Basta ruotare di un quarto di giro per eliminarlo e sostituirlo con uno uguale.

Tecnica di collegamento tra due parti in legno che si basa sull’impiego
di cilindretti di legno duro (detti “spine”). L’unione si realizza
eseguendo sulle parti da unire due serie di fori che devono risultare
perfettamente combacianti. Tali fori vengono realizzati con il trapano
ed una punta di diametro uguale a quello della spina da inserire, per
mezzo di una particolare guida di foratura (la “maschera di foratura”).
Quando i fori sono pronti si inseriscono, all’interno di una serie di
essi, le spine, con un poco di colla vinilica. Ogni spina è rigata lungo
il bordo in modo che, facendola penetrare nel foro, la colla possa
risalire lungo i bordi ed eventualmente fuoriuscire se è in eccesso; si
può ora applicare colla sulle parti sporgenti delle spine (o nei fori
della parte corrispondente) ed unire le due parti, lasciando in morsa
per 24 ore.
La spinatura può essere “cieca” o “passante”. Si
ha la spinatura cieca quando la spina risulta essere invisibile dopo che
la congiunzione viene realizzata. Si ha la spinatura passante quando
la sua testa è visibile su uno dei due (o entrambi) componenti
collegati. Le spine zigrinate, in faggio, sono facilmente reperibili in
diversi diametri (6, 8 e 10 mm quelli più comuni), ma possono anche
essere realizzate in proprio e nella lunghezza voluta acquistando il
tondino di faggio in barre. Per spine di grande diametro, infine, si
possono usare i tondi di ramino, che però presentano una superficie
liscia.

Elemento di controllo e misura, utilissimo in diversi montaggi sia su
legno che su ferro o muratura. Consiste in due elementi montati
esattamente a 90 gradi, spesso rinforzati e stabilizzati da un elemento
diagonale. Poggiando la squadra contro due pezzi si può determinare la
loro perpendicolarità.
• Squadra per legno: costituita da una lama di acciaio con graduatura
centimetrica mentre l’altra parte, perpendicolare alla prima, è più
spessa e funge anche da impugnatura per l’utilizzo.
• Squadra per metalli: in acciaio rettificato, presenta una nervatura
laterale per poter poggiare la squadra stessa contro le parti da
controllare.
• Squadra per muratura: in legno duro o in metallo leggero ed ha un rinforzo diagonale per evitare svergolature accidentali.
• Le squadre vanno sempre trattate con cura e non devono ricevere
colpi o urti, in quanto potrebbero deformarsi e quindi non fornire più
indicazioni esatte.

Macchina utensile per la lavorazione del legno, costituita da un ampio
piano di lavoro sul quale si eleva una colonna verticale in acciaio che
regge un braccio orizzontale. Lungo il braccio può scorrere un carrello
che sorregge un motore elettrico che è in grado di azionare vari
utensili:
• Sega circolare: montando un disco per sega circolare, con relativa
cuffia di protezione, si ottiene un pratico strumento per taglio rapido
di listelli, tavole e pannelli. Il motore viene impugnato tramite
l’apposita maniglia e fatto scorrere lungo il braccio mentre si tagliano
o si troncano gli elementi di legno.
• Seghetto alternativo: al posto della lama si può inserire un
apposito accessorio che, tramite un eccentrico, fa azionare una lama per
seghetto che deve essere usata come un normale seghetto alternativo in
quanto il braccio della squadratrice radiale può anche essere ruotato ed
angolato in diverse posizioni.
Sul motore possono anche essere montati diversi
accessori quali: fresatrice, tamburi levigatrici ed altro ancora.

Spazzola in fili di acciaio che può essere manuale o azionata per mezzo di un trapano o altro elettroutensile.
• Spazzola manuale: presenta una serie di setole in acciaio, più o
meno spesse e rigide, che esercitano un’energica azione abrasiva: sono
indicate per asportare rapidamente tracce di ossido o di pittura da
metalli o altri materiali.
• Spazzola radiale: spazzola metallica costituita da un codolo(da
inserire nel mandrino del trapano) e da una serie di setole disposte
radialmente lungo di un disco metallico
• Spazzola a tazza: spazzola dotata di codolo (per l’inserimento nel
mandrino del trapano) e di disco metallico che porta le spazzole le
quali, però, non sono disposte radialmente, ma frontalmente, lungo la
circonferenza. La spazzola radiale è molto utile per lavorare con il
trapano rivolto verso l’oggetto da pulire e non disposto parallelamente.
Altri tipi, forati al centro e con i fili avvolti in trecciole, sono
indicati per la smerigliatrice angolare.

Attrezzo prodotto in più versioni il cui scopo è rimuovere la guaina
isolante dai conduttori elettrici. L’aspetto ricorda sempre quello di
una pinza, ma esistono notevoli differenze di prestazioni e di prezzo
tra i vari modelli. Per un utilizzo non professionale risulta assai
comoda la variante che potremmo chiamare multifunzione: i fili si
possono sguainare grazie a degli incavi sistemati nella parte interna
delle impugnature, con la parte terminale delle ganasce è possibile
serrare dei capicorda e si possono persino accorciare bulloncini di
piccolo diametro (di solito M3, 4 e 5) senza rovinare la filettatura.
Sulla faccia laterale di ogni ganascia, infatti,
sono presenti dei fori calibrati, filettati su un lato e cilindrici
sull’altro: si fanno coincidere i fori che ci interessano, si avvita il
bulloncino fino alla profondità voluta e si aziona la pinza che, in
questo caso, si comporta come una piccola trancia.

Strumento che serve per misurare con precisione la distanza tra due
elementi meccanici (gli elettrodi delle candele di accensione, la
regolazione delle puntine dello spinterogeno, quella delle punterie,
ecc.). Lo spessimetro è costituito da un ventaglio di lamelle d’acciaio
temperato e rettificato su cui sono impressi gli spessori. Questi vanno
da un minimo di 0,03 mm ad un massimo di 1 mm. Esistono anche
spessimetri di dimensioni superiori per componenti meccanici di maggiori
portata. L’uso dello spessimetro è molto semplice: si sceglie la
lamella adeguata e la si inserisce tra i due componenti di cui è
necessario verificare la distanza.
Se la lamella entra di misura con un minimo di
sforzo lo spessore è quello giusto, se invece non entra oppure entra ma
può muoversi, la distanza degli elementi va regolata.

La spina elettrica è costituita da due elementi distinti: il corpo in
materiale isolante e il “frutto” interno costituito da una basetta con
due o tre spinotti per l’inserimento negli alveoli della presa. Le
spine, secondo la normativa attuale, devono avere un morsetto interno,
detto pressacavo, che blocchi la guaina esterna del cavo stesso, onde
evitare che un’eventuale trazione si trasmetta ai conduttori, con il
rischio di sfilarli e di provocare un cortocircuito.
Le usuali spine con cui si ha a che fare possono
avere due o tre spinotti: ne hanno tre quelle che servono per collegare
apparecchiature elettriche che non hanno il doppio isolamento
(elettrodomestici vari, lampade, ecc.).
Lo spinotto centrale collegato con la “massa”
dell’apparecchiatura, va a collegarsi con l’impianto di terra
dell’impianto elettrico. Le spine con due spinotti sono, invece, montate
sui cavi che alimentano elettroutensili con doppio isolamento e che,
pertanto, non corrono il rischio di trasferire tensione sul mantello per
cui non vi è la necessità di avere il conduttore di terra. Le spine
sono fornite per due portate standard di corrente: 10 ampère e 15
ampère. La spina con portata massima da 10 ampère ha i due spinotti
esterni del diametro di 4 mm che sono posti alla distanza di 19 mm; le
spine con portata massima da 15 ampère hanno gli spinotti del diametro
di 5 mm, distanti uno dall’altro 26 mm. Le spine Shuko, con corpo
cilindrico, hanno gli spinotti da 5 mm distanziati di 19 mm.

È un impianto (in genere elettrico) inserito nella muratura e quindi non
visibile all’esterno. Per realizzare un impianto sottotraccia è
necessario effettuare lunghe scanalature sulle pareti, per tutto il
percorso che i conduttori devono seguire fino ai vari comandi elettrici e
prese o punti luce. Queste scanalature possono essere fatte con lo
scalpello oppure con lo scanalatore elettrico. Le scanalature non devono
avere percorsi diagonali ma devono essere sempre rettilinei e
preferibilmente non attraversare il centro di pareti. Nella scanalatura
vengono inserite le guaine flessibili e le scatole di derivazione
quindi, dopo aver bloccato questi elementi con alcuni punti di cemento o
di gesso, si fanno penetrare i fili per mezzo di un’apposita sonda.
Quando tutti i conduttori sono al loro posto si può passare alla
rifinitura della scanalatura con gesso o cemento e quindi al ripristino
dell’intonacatura.
• Nei lavori di cantiere si segue spesso la procedura opposta, murando
guaine e scatole prima di far passare i fili: in questo modo si evita
di sporcare di malta i conduttori ma, per contro, l’elettricista rischia
di trovare sul suo cammino guaine danneggiate od ostruite.

Attrezzo costituito da una tavoletta quadrata o rettangolare (in legno o
plastica) con impugnatura centrale, che serve per depositarvi sopra un
poco di malta o di altro tipo di impasto per l’applicazione a parete. Lo
sparviere, detto anche “vassoio”, ha un’impugnatura cilindrica
verticale in modo da poter mantenere la tavoletta in orizzontale con una
mano mentre, con l’altra, si carica la tavoletta con un poco di impasto
per mezzo della cazzuola. Quindi si preleva l’impasto con la cazzuola e
lo si applica nel punto dovuto. L’attrezzo, preventivamente pulito ed
inumidito, si presta anche per pareggiare l’intonaco: in ogni caso, alla
fine del lavoro, va accuratamente ripulito per mantenere la sua
efficienza ed essere sempre pronto all’uso.