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Sostanza chimica che, applicata su una superficie pitturata o verniciata, è in grado di asportare la pittura o la vernice. In commercio sono reperibili molti tipi di decappanti adatti a vari impieghi. Tra i più comuni vi sono le paste semiliquide che vengono applicate a pennello su superfici di legno o metallo pitturate, e lasciate agire. La pittura, così aggredita, si stacca e si arriccia e viene facilmente asportata con una spatola. Un moderno materiale decappante che è in grado di asportare, con una sola azione, diverse mani di pittura o di vernice da mobili da restaurare è la striscia sverniciante. Il prodotto è in polvere e viene diluito in acqua nella opportuna quantità, quindi l’impasto che si forma viene applicato sul mobile da sverniciare per mezzo di un pennello. Si deve stendere in buona quantità e in rilevante spessore, ricoprendo ogni punto del mobile stesso. Quando la pasta è indurita ed ha assunto una consistenza gommosa e tenace, viene asportata completamente per mezzo di una spatola.La eccezionale adesività della striscia sverniciante permette ad essa di incollarsi alla pittura sottostante, o alla vernice, ed asportarla, strappandola letteralmente dalla superficie in legno che rimane così perfettamente pulita. Alcune zone o anfratti in cui la pittura non fosse completamente asportata possono ricevere un ulteriore trattamento. Dopo il trattamento con strisce svernicianti il mobile deve essere pulito e lavato in modo da asportare ogni traccia della stessa e  procedere ad ulteriori lavorazioni di finitura.• Come in altri interventi del genere, utilizzando sostanze chimiche caustiche occorre indossare sempre guanti e occhiali protettivi.• Ogni operazione eseguita con decappanti va svolta indossando guanti e occhiali protettivi in quanto si tratta di sostanze che possono danneggiare la pelle.

Detto anche “coppiglia”, è un elemento di bloccaggio antisvitamemento per i dadi che, per esigenze di carattere tecnico, non possono essere serrati a fondo (mozzi delle ruote, alberi con cuscinetti conici, ecc) La copiglia è una barretta mezzotonda piegata ad U molto stretta con un rigonfiamento in corrispondenza della curva. La copiglia si inserisce in un foro praticato sul bullone o sul perno filettato su cui è avvitato un dado, appena dietro a questo. Le due astine della copiglia vengono allargate dalla parte opposta del foro in modo che la copiglia non possa fuoriuscire accidentalmente.

Rivestimento-protezione del compluvio tra due falde di un tetto realizzato in lamiera di rame, di acciaio inox, plastificata o zincata.Il suo compito è quello di raccogliere le acque piovane che provengono dalle falde e condurle nella grondaia, salvaguardando il sottotetto. Quando una conversa lascia passare acqua bisogna sostituirla con una nuova. Si tolgono le tegole che poggiano sopra alla conversa e la si schioda dagli elementi di copertura del tetto. La conversa nuova si acquista presso i rivenditori di materiale idraulico in elementi già sagomati di 3 metri di lunghezza.Effettuata la sostituzione ed il fissaggio si rimettono a posto le tegole asportate precedentemente.

Soffitto ribassato rispetto a quello di una stanza, mantenuto in posizione con diversi sistemi di sospensione. È utile realizzare una controsoffittatura quando la cubatura di un ambiente risulta eccessiva ed è conveniente ridurla anche per contenere la spesa di riscaldamento. In una stanza sotto ad un terrazzo o ad un tetto piatto una controsoffittatura è estremamente utile per realizzare un’ampia camera d’aria isolante.

Dado secondario che viene inserito dopo quello principale per impedirne l’'allentamento anche in presenza di vibrazioni. La tenuta della giunzione rimane affidata al dado principale mentre il controdado, avendo solo il compito di bloccare il tutto, può anche avere uno spessore inferiore. Questo sistema, un tempo molto usato nel campo della meccanica, viene sempre più spesso sostituito dall'’utilizzo di dadi autobloccanti o, in casi particolari, dall’'impiego di appositi collanti liquidi, chiamati frenafiletti.

Unione tra un mattone e l’altro o tra due corsi di mattoni sovrapposti. Le commessure di un muro a vista possono essere sagomate in modi diversi. • a filo con la superficie: la malta che lega i mattoni è lisciata con la cazzuola allo stesso livello della superficie. Facile e rapida da realizzare, è valida per muri al riparo dalla pioggia in quanto la parte superficiale si sgretola; • ad angolo: la commessura è rientrante ed è angolata in modo da scaricare l’acqua piovana. Ottima resistenza alle intemperie. Si ottiene con un paziente lavoro col frattazzo; • concava: la malta viene lavorata con un tondino curvato che la rende concava. Ottima estetica ed ottima resistenza alle intemperie.

Apparecchio elettrico che serve per produrre aria compressa, destinata a vari usi (gonfiaggio, soffiaggio, pittura, lavaggio, azionamento di utensili ecc.). È costituito da un motore e da un gruppo pompante che effettua l’aspirazione dell’aria e la sua compressione. L’aria compressa viene immessa in un serbatoio da cui si può prelevare tramite un apposito erogatore. Il compressore viene controllato, nel suo funzionamento da un “pressostato” che interrompe automaticamente il funzionamento quando nel serbatoio si raggiunge una determinata pressione e lo riattiva quando si scende al di sotto di essa. La grande quantità di servizi che il compressore può svolgere rende questo apparecchio particolarmente pratico ed utile per chi intende effettuare in proprio i diversi lavori di manutenzione della casa. C’è anche il compressore senza polmone di piccola portata senza un accumulo in un serbatoio (“polmone”). Il vantaggio rispetto al compressore con serbatoio è l’ingombro molto ridotto ed il peso molto contenuto. Lo svantaggio è costituito da una minor pressione massima raggiungibile ed una aria all’uscita leggermente “pulsante”, in dipendenza della compressione del pistone.