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Elemento verticale del sistema di allontanamento delle acque meteoriche. È un tubo cilindrico o più raramente di sezione quadrata in cui si scaricano i canali di gronda. Oggi nelle costruzioni civili i pluviali corrono dentro la muratura. A indispensabile corredo del pluviale troviamo le “cadute” cioè i pezzi, terminali o intermedi, che vengono inseriti nei canali e dai quali sporge in basso l’attacco per i pluviali. Per superare la distanza fra il canale e le pareti della casa si usano “curve aperte” e tratti più o meno lunghi di pluviale. Due curve aperte consecutive creano un angolo di 90°. Il collegamento del pluviale agli eventuali pozzetti di raccolta si fa, di solito, con “curve chiuse”, quasi ad angolo retto, calzate sul capo inferiore del pluviale e inserite nella parete del pozzetto.Tanto i pluviali quanto tutti gli altri elementi hanno un’estremità allargata a bicchiere che accoglie la “coda” dell’elemento contiguo. Il bicchiere va sempre in alto, cioè nella direzione opposta a quella del flusso di acqua.

Attrezzo agricolo destinato a frantumare il terreno predisponendolo per la semina o la concimazione. È costituito da un asse, più o meno lungo, dal quale sporgono radialmente diverse lame ricurve a J.In agricoltura l’asse può raggiungere i 4 metri e più con lame che possono penetrare nel terreno anche per più di un palmo mentre nel giardinaggio abbiamo motozappe piuttosto piccole con assi dai trenta ai sessanta centimetri e scavo limitato a pochi centimetri. Le macchine più piccole hanno spesso un motore elettrico sufficiente per i terreni sciolti e soffici come quelli di un orto ben curato.

E’ il classico ed economico pannello di fibra di legno compressa a caldo usato in diversi modi, lo si trova in spessori variabili da 3 a 5 mm, sempre con una faccia lucida e quasi impermeabile e l’altra con l’aspetto di una tela non molto fitta. La faccia “bella” può essere laccata di bianco (come fondo di armadi o stipetti a giorno) traforata in vari modi come griglia per copritermo o simili, uniformemente aperta da file di fori Ø 5 mm con interasse di 25,2 mm (si usa sia per appendere attrezzi sia come fondo di mobili che si desidera rimangano ventilati). Ne esiste anche la varietà “temperata”, più dura, più cara e più sottile, assai più resistente all’umidità.

E’ composta da due fiale graduate, munite di rubinetto e di attacco ad un tubo di plastica flessibile, lungo anche diversi metri. Riempiendo d’acqua fiale e tubo, il principio dei vasi comunicanti permette di stabilire la perfetta orizzontalità di due punti. Un operatore tiene la fiala, col rubinetto aperto, nel punto di partenza, l’altro operatore fa lo stesso nel punto di arrivo. Alzando ed abbassando le due fiale l’acqua al loro interno si muove in su e in giù e quando al punto di partenza raggiunge la marcatura prestabilita significa che il livello dell’acqua nell’altra fiala si trova esattamente alla stessa altezza.

Attrezzo specifico per edilizia ha la forma di un grosso trapano e generalmente un mandrino a scatto (SDS o SDS Plus) in cui si innestano gli attrezzi con tale tipo di attacco (scalpelli a lama ed a punta più o meno larghi e lunghi, punte e mescolatori) o un mandrino che accetti punte a codolo cilindrico. Lo si usa sia in percussione per i lavori più pesanti come demolizioni e stacco di intonaci, sia in rotazione per forature e impasto di malte e simili. Il suo uso richiede buoni muscoli, per reggerne il peso e la vibrazione.

E’ un recipiente a forma di guscio di chiocciola, munito di una maniglia posteriore e di un’apertura anteriore. Dentro il recipiente c’è una robusta spazzola a lamelle d’acciaio che viene fatta girare manualmente con una manovella, sparando fuori l’intonaco (piuttosto fluido) o le vernici al quarzo in goccioline. Non è facile da usare e stanca rapidamente la mano dell’operatore.

Macchina autonoma o accessorio da montare sulle smerigliatrici angolari da 115 mm. La parte operativa è una sega circolare spessa quanto i tasselli piatti del commercio, montata dentro una slitta regolabile in modo che la lama sporga di quanto occorre per creare la sede delle tre misure standard dei tasselli. La macchina, di qui il suo nome, si usa anche per pareggiare cioè intestare i bordi superiori o inferiori di una perlinatura, facendone scorrere la suola sul pavimento o sul soffitto, con la lama in movimento continuo.