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Mascherina dell’erogatore della doccia, finemente traforata in modo da
suddividere la fuoriuscita dell’acqua in tanti zampilli che si allargano
e creano il getto della doccia. Nelle versioni più moderne, il getto
può essere regolato su più varianti, dalla nebulizzazione fine ad una
erogazione più energica.
Il soffione della doccia si ottura facilmente a
causa del deposito di calcare. Deve quindi essere periodicamente svitato
ed aperto in modo da eliminare i granuli di calcare accumulati.
I forellini otturati possono essere riaperti con
un ago. Una pulizia radicale si ottiene anche smontando il soffione e
tenendolo immerso in un liquido disincrostante (facilmente reperibile in
commercio) o, eventualmente in aceto tiepido.

Sostanza che è in grado di scioglierne un’altra, sia essa solida o
liquida.Nella comune pratica fai-da-te si viene a contatto con un gran
numero di solventi, alcuni dei quali molto usuali, altri più specifici.
Sono ottimi solventi: l’alcol denaturato, la benzina, l’ammoniaca,
l’acqua ragia, il solvente alla nitro, l’essenza di trementina, ecc. In
generale i solventi (a parte il più comune che è l’acqua) sono tossici e
molti sono infiammabili:è pertanto utile individuare un posto sicuro in
cui collocare tutte queste sostanze, al riparo dai bambini o da persone
poco esperte.

Un foro viene definito in “sottosquadro” quando il fondo del foro è reso
più largo della bocca. Questo serve per far sì che ciò che viene
ancorato nel foro abbia una particolare resistenza all’estrazione, in
quanto la conicità del foro stesso aiuta l’oggetto inserito a non
sfilarsi facilmente. I fori in sottosquadro si realizzano nelle pareti
quando si debbano murare tasselli di legno oppure altri oggetti quali
zanche o ganci. Si effettuano fori sottosquadro anche quando si
realizzano riparazioni su gettate o solette, in modo che la piccola
gettata aggiuntiva si ancori saldamente nella parte allargata del fondo
del foro.
• Il sottosquadro su parti in muratura o cemento si effettua con lo
scalpello a punta diritta, mentre su legno si utilizza uno scalpello
piatto.

Materiale di varia composizione che, applicato lungo giunzioni e
fessure, è in grado di creare una perfetta continuità tra gli elementi
accostati e di impedire a fluidi diversi, come l’acqua, di penetrare.
L’uso di sigillanti è molto diffuso durante i lavori di restauro e di
riattamento di un’abitazione per sigillare le giunzioni tra telai di
finestre e pareti, fessure nelle pareti, giunzioni di falde nei tetti,
scossaline danneggiate, ecc.
I materiali sigillanti sono di diversa composizione e possono essere utilizzati in vario modo.
Quelli liquidi si applicano a pennello o con
pistola a spruzzo mentre quelli pastosi vengono applicati con tubetto o
con particolare pistola per estrusione.
• Silicone sigillante: composto siliconico fluido e pastoso che serve
per realizzare sigillature sia in casa che all’aperto in quanto, dopo
essere stato applicato, diventa duro e gommoso e realizza una
guarnizione sigillante perfettamente continua. Esistono diversi tipi di
silicone, suddivisi tra quelli a reazione acetica (il prodotto odora di
aceto) e quelli a reazione neutra (meno corrosivi ed indicati per
incollare specchi o nel campo della lattoneria): i più utilizzati sono
quelli trasparenti o bianchi, molto adatti nella sigillatura dei
sanitari contro il muro. In questo caso è preferibile l’utilizzo di una
versione specifica, con additivo antimuffa .
Si trova confezionato in tubetto o in cartuccia da
erogare con la pistola ad estrusione. Il tubetto è dotato di una
chiavetta che permette di svuotarlo completamente. Sulla bocca del
tubetto viene avvitato il beccuccio in dotazione, che serve come
applicatore. Premendo il tubetto si fa fuoriuscire un cordone di
silicone che va applicato lungo la giunzione da sigillare per tutta la
lunghezza. Se rimangono delle bave di silicone si lasciano asciugare ed
indurire e quindi si asportano con una lametta. Il secondo sistema di
applicazione prevede l’utilizzo di una particolare pistola (ormai
disponibile a prezzi irrisori) che accoglie la cartuccia e, grazie ad un
pistone azionato da un grilletto, ne permette lo svuotamento completo.
• Sigillante acrilico: rispetto al silicone offre una minor resistenza
nei confronti della pioggia battente ma, essendo studiato per aderire
su materiali porosi, trova largo impiego in varie applicazioni.
Disponibile in almeno due colori (bianco e grigio, oltre che
trasparente), può essere sovraverniciato (cosa non possibile coi
prodotti siliconici) ed è molto facile da applicare: il cordone appena
steso, infatti, può essere lisciato e regolarizzato con un dito
inumidito in acqua.

Le apparecchiature elettriche possono essere protette dall’umidità e
dall’acqua in maniere diverse. A seconda del tipo di protezione
realizzato, sono riportati sul mantello e su una targhetta dei simboli
particolari. Un doppio quadrato concentrico indica che i conduttori
elettrici interni sono isolati doppiamente; una goccia indica che
l’apparecchio è protetto dalla pioggia; due gocce indicano che
l’apparecchio è protetto dagli spruzzi e schizzi d’acqua; una goccia
inserita in un triangolo indica che l’apparecchiatura è adatta per poter
funzionare in immersione sott’acqua.

Materiale di varia composizione, in generale a base di silicati e
borati, che viene utilizzato per effettuare smaltature a caldo. Con tale
termine viene anche indicata usualmente la pittura coprente di normale
utilizzazione.
• Smalto ceramico: particolare liquido che, applicato su vasche da
bagno, bidet, lavabi e piastrelle ricostituisce una pellicola
resistentissima e brillante come quella originaria del sanitario nuovo.
Di solito si tratta di un prodotto chimico a due componenti dotato di
proprietà autolivellanti che, applicato sulla ceramica, ne riempie le
eventuali screpolature e, con il suo forte potere coprente, la rende di
nuovo perfettamente bianca e lucida. L’applicazione deve essere molto
accurata in quanto bisogna evitare le colature poiché sono praticamente
impossibili le riprese di pennellature mal applicate.
È anche necessario togliere o isolare perfettamente le parti
metalliche o cromate in quanto il rivestimento ceramico le coprirebbe e
sarebbe molto difficile eliminare, in un secondo tempo, tale copertura.
• È buona norma areare l’ambiente in cui si lavora ed indossare una
mascherina per evitare di inspirare le esalazioni che si producono
durante il lavoro.

Elettroutensile integrale che aziona un disco abrasivo posto a 90 gradi
rispetto all’asse del motore, per molare, lisciare, asportare metallo,
tagliare metallo, pietra, ecc. La smerigliatrice angolare adatta al fai
da te è il modello più piccolo con potenza, in genere, non superiore ai
600-700 watt e con velocità di rotazione variabili, a vuoto, tra i
10.000 ed i 12.000 giri al minuto. Il diametro del disco di questi
modelli è mediamente di 115 mm, mentre il peso varia da 1,5 a 2 kg. Con
questo elettroutensile è molto facile tagliare barre e tubi metallici,
smerigliare e molare saldature, asportare bave ed effettuare altre
lavorazioni su ferro, acciaio e metalli in genere. La smerigliatrice è
utile anche per tagliare e sagomare laterizi, pietra, marmi, ecc.
Per effettuare i vari lavori si utilizzano dischi
diversi: esistono dischi per pietra (da taglio) e dischi per metallo
(più spessi per molare, sottili o sottilissimo per tagliare).
• La smerigliatrice angolare è un utensile da maneggiare con
attenzione in quanto la velocità di rotazione elevata può causare la
frantumazione del disco con relativa proiezione di schegge. È necessario
mantenere sempre al suo posto la cuffia di protezione e lavorare sempre
in condizioni di sicurezza con dischi in buono stato. È obbligatorio
ripararsi le mani e gli occhi durante. Al posto del disco abrasivo si
può anche montare un disco diamantato, in metallo, indicato per tagliare
cemento, piastrelle, mattoni ed altri materiali di questo tipo. Sono
disponibili sul mercato smerigliatrici di maggior potenza, dotate dischi
di diametro rilevante (230 mm) con le quali è possibile compiere lavori
più impegnativi.

Frequentemente gli scarichi dei vari sanitari si otturano. In generale
l’otturazione è causata da un intasamento del sifone posto dietro al
sanitario stesso. Nel caso più semplice basta utilizzare una ventosa di
gomma oppure è sufficiente svitare il sifone e vuotarlo. Se invece lo
scarico è intasato più avanti si deve impiegare una sonda in acciaio
flessibile che, con qualche cautela, può essere azionata con il trapano.
Esistono inoltre apposite sonde che, azionate dall’idropulitrice, sono
in grado di effettuare una pulizia radicale della tubatura: la relativa
rigidità del tubo flessibile e la presenza dell’ugello, però, ne
limitano l’impiego alle condutture principali.

Attrezzo manuale che serve per intagliare e scavare il legno. La sgorbia
è un particolare utensile dotato di un’impugnatura in legno o in
materiale sintetico e di una lama che è leggermente concava e termina
con un’affilatura ad unghia. Vi sono sgorbie di sezione e forma molto
differenti a seconda del lavoro che devono compiere e possono essere
utilizzate sia nella lavorazione diretta, per creare bassorilievi,
intagliature e ribassi nel legno, sia per asportare il truciolo continuo
mediante tornitura.

Particolare accessorio il cui compito è quello di sorreggere lunghe
tavole o pannelli durante il taglio per evitare che, sporgendo oltre il
piano di lavoro della sega (o di altra macchina utensile), si flettano
verso il basso rendendo difficile il taglio. Detto anche “rulliera”, il
servente è costituito da un’asta verticale dotata di treppiede che
sostiene un supporto ad U, tra i cui bracci viene collocato un rullo
metallico o in materiale sintetico. Il servente viene regolato alla
giusta altezza e collocato ad una adeguata distanza dalla macchina
utensile.
• La tavola, spinta dall’operatore, dopo essere fuoriuscita dal piano di
taglio si appoggia sul servente e può essere completamente tagliata
senza il pericolo di flessioni che deformerebbero il taglio.