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Probabilmente il primo attrezzo agricolo inventato dall’uomo, oggi ha mantenuto praticamente uguali la forma e l’uso. Ha un manico diritto, più o meno lungo secondo l’altezza di chi la deve usare, sulla cui estremità si incastra l’occhio del ferro. Questo può variare di forma (rettangolare, a punta, a denti, largo, stretto) e di peso. Ci sono zappe da scavo, grosse e pesanti così da staccare rapidamente grosse zolle, e zappette da pochi grammi da usare nelle cassette e nei vasi da fiore. Zappe a cuore per creare i fossetti di irrigazione negli orti e zappe lunghe e strette in grado di aprire solchi per i tuberi.

Si usa in giardinaggio e in edilizia per creare occhielli alle estremità dei fili di sostegno o di quelli per le armature metalliche. Quello manuale ha l’impugnatura molto disassata rispetto all’uncino di presa così da moltiplicare lo sforzo della mano ma ne esiste un tipo semiautomatico in cui l’uncino fa girare il filo metallico grazie ad un asse a spirale: si tira l’impugnatura e l’uncino gira, fuoriuscendo dal fusto del torcifilo. Fatto l’occhiello, una molla riporta l’uncino dentro il fusto.

E´ uno dei mezzi più diffusi per la chiusura e la protezione delle finestre. Consiste in una serie di stecche orizzontali unite da ganci e collegate a nastri che si avvolgono su un rullo superiore.Scorre su due guide laterali e viene avvolta superiormente facendo ruotare il rullo avvolgitore per mezzo di un cintino avvolto su una puleggia montata lateralmente al rullo. Il danno più frequente della tapparella è il deterioramento della parte esterna di essa che è sottoposta all´azione di agenti atmosferici.Un´altro tipico danno è la rottura dei ganci che collegano le stecche tra di esse. Entrambi posso essere facilmente riparati asportando la tapparella dall´alto , sfilandola dal rullo.Dopo averne eliminato i fermi , la si stende su un piano per poter levigare, stuccare e quindi pitturare le stecche e riparare i ganci che sono in molti modelli sfilabili e sostituibili.La tapparella deve essere sempre alzata e abbassata lentamente in modo da non causare choc meccanici sui componenti.

Disposizione particolare di elementi di copertura o di pavimentazione a forma di spina di pesce. Sono tipiche le pavimentazioni di parquet  ma si possono realizzare pavimentazioni anche con elementi autobloccanti,pietre,ecc.La spina di pesce, oltre a essere particolarmente interessante da un punto di vista estetico, è anche valida meccanicamente, in quanto offre al pedonamento o al passaggio superfici diversamente orientate che possono presentare una zona di buon attrito per evitare scivolamenti.

Deformazioni su lunghi elementi di legno che sono dovute alla diversa contrazione delle fibre durante un processo di stagionatura. Le svergolature sono più frequenti in legni dotati di diversi nodi che interrompono le fibre e non permettono  un uniforme accorciamento. Per cercare di contrastare una svergolatura che sta procedendo si può tentare di bagnare l´elemento stesso e di ruotarlo con morsetti in senso contrario alla svergolatura stessa.

Materiale decappante che è in grado di asportare, con una sola azione, diverse mani di pittura o di vernice da mobili da restaurare. Il prodotto è in polvere e viene diluito con l´acqua, quindi l´impasto che si forma viene applicato sul mobile da sverniciare con un pennello.Si deve stendere in buona quantità e in rilevante spessore , ricoprendo  ogni punto del mobile.Quando la pasta è indurita e ha assunto una consistenza gommosa e tenace, viene asportata completamente per mezzo di una spatola.L´eccezionale adesività della striscia sverniciante le permette d´incollarsi alla pittura sottostante , o alla vernice , e asportarla , strappandola letteralmente dalla superficie del legno che rimane pulita

Attrezzo simile al decespugliatore ma di potenza limitata, usato per tagliare l’erba là dove non è possibile arrivare con la macchine più grandi; lungo i bordi, appunto, o a ridosso delle pareti. Ci sono tagliabordi a filo roteante e tagliabordi a pettine (vedi Falciatrice a barra), elettrici e manuali, la scarsa potenza necessaria non ha indotto, per quanto ne sappiamo, alcun costruttore a fornirli di motore a scoppio.

Minuteria, metallica o di plastica, da applicare alle pareti interne di un mobile in cui vadano inseriti dei ripiani (tralasciamo il vecchio e quasi del tutto abbandonato sistema delle “scalette” di legno che all’indubbia facilità di montaggio accoppiano un aspetto assai poco piacevole). Due sono i sistemi generali, con e senza rotaia; il primo utilizza profilati metallici da avvitare alle pareti e in cui si incastrano o si fanno scorrere le mensoline. A suo favore la facilità di montaggio: bastano poche viti ed un minimo di esattezza per ottenere il risultato. Di contro l’ingombro e l’aspetto estetico. Più favore presso i mobilieri incontrano i reggipiano da inserire direttamente nelle pareti, in fori perfettamente allineati ed in perfetta corrispondenza speculare. Nell’industria si usano foratrici multiple che in un solo passaggio aprono nei pannelli le file di fori occorrenti. Chi fa da sé necessita di guide di foratura che gli garantiscano l’esatta collocazione dei fori. Le guide, metalliche o di plastica, sono presenti in molti cataloghi e sono sempre piuttosto care, al loro posto si può vantaggiosamente usare una striscia di masonite preforata, facilmente reperibile fra gli scarti delle segherie o dei bricocenter. Ci sono reggipiano da inserire direttamente nei fori e reggipiano da inserire in bussole precedentemente inserite nelle pareti (hanno il vantaggio che i reggipiano possono essere estratti e reinseriti senza danneggiare il foro).